Guo Gan – Moon Night (Felmay, 2018)

Le musiche di Liu Tian Hua tornano a risplendere grazie all’arco e all’erhu di Guo Gan, che raccoglie brani del grande maestro nella delicatissima collezione “Moon Night”. Un tuffo nel passato alla riscoperta dei caposaldi dell’erhu, dieci brani di musica classica cinese che hanno consolidato l’impiego solistico dello strumento. L’erhu è uno strumento ad arco della tradizione cinese discendente dello xiqin, arco introdotto in Cina probabilmente dai Mongoli attorno al X secolo. Due corde si sviluppano parallelamente ad un esile manico che termina con le meccaniche per l’accordatura, e nasce da una piccola cassa di risonanza coperta da pelle di pitone, che conferisce all’erhu il suo suono caratteristico. Il tono esile e dinamicamente malleabile si presta ad ornamenti quali glissando, vibrato e trilli, attributi esemplari dello stile di ogni musicista esperto. Guo Gan fa sicuramente parte di questa categoria, uno dei pochi musicisti folk ad aver ottenuto risonanza internazionale accompagnata da numerosi riconoscimenti e premi. Laureatosi al conservatorio di Shenyang si è poi specializzato a Parigi, inaugurando una prolifera carriera che conta più di 5000 concerti in 80 paesi, e apparizioni in più di 60 album di generi diversi. La maestria dell’artista si palesa fin dal primo titolo del disco, “Recitation of Leisure”. Un tema agrodolce presentato con grande grazia e pulizia, scaturite da un movimento sicuro ma delicato che si traduce in una splendida resa dinamica. Il tema viene riproposto a velocità doppia verso la fine del brano, ma non perde le sue qualità distintive. “Song of Lament” è più lenta, meno scandita, concedendo a Guo Gan l’occasione perfetta per esibire la sua cura sonora. L’intensità del pezzo nasce dall’esilità delle note più acute, approcciate con foga ma poi toccate con strabiliante delicatezza. L’equilibrio così ottenuto guida l’ascoltatore in un alternarsi di tensione e risoluzione che rende l’ascolto dinamico ed interessante. Tuttavia, è “Bird song in a Desolate Mountain” a meglio mostrare l’acume tecnico del musicista, un brano perlopiù nel registro acuto che vuole mimare, con slide e armonici, il cinguettio di un uccello che si interseca con la melodia. Il pezzo termina con una sezione in cui i cinguettii prendono il sopravvento, forse a suggerire l’arrivo di altri compagni volatili a combattere la desolazione della montagna. Non a caso questa è tra le melodie più apprezzate di Liu Tian Hua, originale compositore dei titoli del disco. Il suo impatto sulla tradizione classica cinese è stato enorme in un’era di declino, parallelo alla progressiva decadenza della Dinastia Qing. Col declino delle corti, poche figure portavano avanti professionalmente la tradizione classica cinese. Addestrato nel violino, Liu Tian Hua si interessa presto agli strumenti della sua terra, vedendoli come patrimonio culturale imprescindibile da preferire alle moderne importazioni dall’Europa. Ai tempi l’erhu svolgeva principalmente una funzione di supporto e accompagnamento, ed è di Liu Tian Hua il merito di averlo reso un popolare strumento solista. Sue composizioni come “Moon Night”, “Beautiful Evening” o la già menzionata “Bird Song in a Desolate Mountain” sono parte fondamentale del repertorio classico ancora oggi insegnato e suonato estensivamente. La cura per i dettagli di Guo Gan nel riproporre brani così noti garantisce il successo del disco, una raccolta organica e variegata seppur limitata ad un unico strumento monofonico con range ristretto. Se lo strumento può essere visto come un limite da ascoltatori non particolarmente affezionati alle sonorità cinesi, il rendimento dinamico e melodico non potrà che conquistare anche lo spettatore più distratto. “Moon Night” è un importante documento storico che mostra non solo la grandezza compositiva di Liu Tian Hua, ma palese le influenze del compositore sulla modernità, riassunte nella figura, nello stile e nell’agilità di Guo Gan, capace tessitore melodico e maestro dell’erhu. 

Edoardo Marcarini

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