Atipico 4 – Next Planet On The Way (Setola di Maiale, 2018)

Eclettico sassofonista e compositore, Carlo Actis Dato è una delle figure storiche dell’avanguardia jazz in Italia. A partire dallo storico primo album con il quartetto Art Studio, datato 1977 e nel quale spiccava la presenza di Carlo Lodati alla chitarra, ha intrapreso un multiforme percorso di ricerca, volto ad ampliare sempre di più il raggio delle sue sperimentazioni sonore, spaziando attraverso formazioni differenti: dal duo con il chitarrista Enzo Rocco al trio, dal quartetto con il sassofonista Piero Ponzo al quintetto (Actis Band) fino a toccare il nonet (Actis Furioso) e la dimensione orchestrale con Pino Minafra e Italian Instabile Orchestra. Nell’arco di oltre quarant’anni di attività, il musicista torinese ha messo in fila una corposa discografia di oltre cento album, dei quali più di metà come leader, tra i quali spicca certamente la già fortunata esperienza di Atipico, trio per sole ance, nato nel 1990 dall’incontro con Piero Ponzo e Sandro Cerino con i quali incise “Where the reeds dare”. Nel corso degli anni la line-up di questa formazione non ha mai smarrito la propria cifra stilistica, pur essendosi rinnovata con prima con l’innesto di Stefano Corradi con il quale firma “Gone with winds” nel 1996, poi con “Allegro con brio” del 2004 che segnava il ritorno di Piero Ponzo e la new entry di Beppe Di Filippo e da ultimo “Eqqueqquà!” nel 2010 con l’ingresso di Davide Tillotta. A distanza di otto anni da quest’ultimo, Carlo Actis Dato ha rispolverato lo storico marchio di fabbrica trasformando il trio in quartetto con la complicità dello storico pard Beppe Di Filippo (sax alto e soprano, clarinetto) e due giovani allievi, Carlo Stefano Buffa (clarinetto e sax ternore) e Flavio Giacchero (clarinetto basso, sax soprano e cornamusa) e, così, ha preso vita il nuovo album “Next Planet On The Way”. Registrato in presa diretta, tra maggio e giugno 2017, presso lo studio TAN di Tonengo di Mazzé (To), il disco raccoglie sedici nuove composizioni firmate da Actis Dato, per oltre sessanta minuti di musica. Rispetto ai dischi precedenti, questo nuovo lavoro rappresenta l’evoluzione ulteriore del cammino intrapreso con il trio, presentando una più ampia gamma di colori musicali e una tensione ritmica più serrata ed intensa paragonabile a quella di un quartetto con basso e batteria. Dal punto di vista compositivo il disco spazia attraverso atmosfere differenti che virano da spaccati funambolici e interludi melodici ad irresistibili divagazioni gigionesche, fino a toccare la pura avanguardia. L’ascolto, infatti, ci conduce alla scoperta di inesplorati territori sonori dove clarinetti e sassofoni danno vita ad un interplay serrato nel quale si inserisce la cornamusa di Flavio Giacchero come elemento imprevisto che sovverte la scena. I quattro strumentisti non mancano, tuttavia di ritagliarsi spazio per gli assoli che si pongono come elemento dinamico nelle parentesi improvvisative. Destreggiandosi tra sax baritono, sax tenore e clarinetto basso, Carlo Actis Dato guida il quartetto in una vera e propria scorribanda sonora che si apre con la gustosa “Dietro la siepe” il cui tema melodico si evolve in modo del tutto imprevisto e la sorprendente “Belfagor” in cui la cornamusa di Giacchero si ritaglia un superbo assolo finale. Il disco riserva una sequenza continua di sorprese a partire dall’evocativa “Mare Ignoto”, passando per “Petra” fino a toccare quei due gioielli che sono “Afa” e “Snow in Koyasan” che rappresentano il vertice del disco. Una citazione la meritano anche “Selva Oscura” e “Batbox” nelle quali si apprezza a pieno la potenza di fuoco di Atipico 4, ma soprattutto le conclusive “Take Six” e “Hotarù” che mettono in luce il genio creativo e compositivo di Carlo Actis Dato. Insomma “Next Planet On The Way” è uno di quei lavori da scoprire necessariamente, tanto per la qualità della scrittura quando per la grande cura riposta negli arrangiamenti. 


Salvatore Esposito

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