Lou Seriol – Occitan (Incipit Records/EGEA Music, 2018)

Quintetto formato attualmente da Stefano Degioanni (voce), Edoardo Degioanni (organetto), Adriano Rovere (chitarra) Benjamin Newton (basso) e Roberto Gaia (batteria), i Lou Seriol nascono nel 1992 nel fermento creativo che pervade le valli occitane del Piemonte in cui, qualche anno prima, si erano fatti largo i conterranei Lou Dalfin. Dopo aver mosso i primi passi come formazione prettamente acustica, pian piano si sono avvicinati alla trad-innovazione spinti dall'esigenza di proiettare verso il futuro la musica valligiana, senza perdere il contatto con la tradizione popolare. Le frequentazioni con la scena di Marsiglia e con artisti come Moussu t e lei Jovents, Massilia Sound System e Nux Vomica ma quella con i Sustraia dei Paesi Baschi, e il cantautore brasiliano Silverio Pessoa, hanno contribuito ad affinare la loro cifra stilistica e ad allargare il raggio d'azione delle loro esplorazioni musicali con l'innesto di strumenti elettrici e contaminando la tradizione valligiana con elementi di patchanka, rock, punk e reggae. A sei anni di distanza dal pregevole "Maquina Enfernala", li ritroviamo con "Occitan", disco che mette in fila dodici brani originali, tra cui una sorprendente rilettura dal songbook dei Sex Pistols, che spaziano dal folk all'elettronica passando per il reggae e il rock. L'ascolto rivela un album dalla concezione musicale eclettica nel quale particolare cura è riposta tanto negli arrangiamenti, quanto nell'utilizzo della lingua d'Oc nei testi in cui si incrociano aneddoti legati alla vita nelle Valli e tematiche attuali. In questo senso fondamentale ci sembra la scelta del titolo che coglie perfettamente l'esigenza di rimarcare la propria identità culturale le cui radici profondissime nel tempo riportano alla lingua dei trovatori. Aperto dai ritmi in levare della title-track, il disco entra subito nel vivo prima con "Constellacion", brano dalla ritmica trascinante e che rimanda alle migliori pagine della patchanka e poi con "Ladres" in cui spicca l'ottima prova vocale di Stefano Degioanni. Se in "Zen" ritorna il reggae, nella successiva "Fungo dance - La Dança dau bolet" scopriamo i Lou Seriol alle prese con le sonorità dance, ma non è tutto perché subito dopo arriva la splendida "Duèrm", ballad dalla trama blues con la complicità di Tom Newton all'armonica e che rappresenta certamente uno dei vertici del disco. Si prosegue con le sonorità frizzanti di "Darbon" che fanno da preludio al rock di "Crobas" e alla bella sequenza con l'invito alla dance di “Juanina del Bathal” e gli echi di ska di “N’ai Pro” le cui strutture rimandano più direttamente agli stilemi tradizionali. Completano il disco "Libres" e “Anarquia en Occitània”, felice riscrittura di "Anarchy in U.K." dei Sex Pistols che celebra i quarant'anni dalla nascita del punk. Insomma "Occitan" è un disco gustoso che non deluderà gli appassionati della trad-innovazione occitana. 


Salvatore Esposito
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