Luciano Cilio - Girolamo De Simone – I nastri ritrovati (Konsequenz, 2018)

Finalmente, ad alcuni mesi dalla pubblicazione ufficiale, abbiamo avuto il privilegio di poter ascoltare gli ormai “celebri” nastri inediti di Luciano Cilio condividendo di nuovo con voi lettori la gioia per questo prezioso ritrovamento. Qualche tempo fa, durante un restauro digitale delle registrazioni live di Eugenio Fels, il compositore, pianista, musicologo e principale divulgatore dell’opera di Cilio, Girolamo De Simone, insieme all’amico Michele Liguori incapparono per caso in una misteriosa bobina con quella che sembrava proprio la voce di Luciano. La consapevolezza di aver riportato alla luce un documento speciale che pensavamo oramai sepolto nel tempo fu immediata... A inizio anno, con la circolazione delle prime notizie circa il ritrovamento di questi misteriosi nastri inediti, Blogfoolk si mobilitò dedicando un’intervista a De Simone che racconta nel dettaglio diverse curiosità a riguardo. Ora, quello che a quei tempi rimaneva solo un possibile progetto alle primissime fasi, si è concretizzato diventando un vinile pubblicato a luglio dalla Konsequenz, l’etichetta personale del musicista e amico di Cilio. Cerchiamo ora di raccontarvi di che cosa si tratta... Nello specifico, “I nastri ritrovati” è il frutto di un’esplorazione di queste bobine operata da De Simone selezionando attentamente i brani da due ore e quaranta minuti di musica incisa tra il 1975 e il 76 su nastri di caratteristiche differenti. All’ascolto, anche la qualità audio differisce sensibilmente da traccia a traccia garantendo comunque un’ottima esperienza complessiva, soprattutto se consideriamo gli anni trascorsi e la natura delle registrazioni stesse. Alcuni dei brani erano troppo lunghi per essere inseriti nell’album in forma integrale, altri sono stati tratti da estese improvvisazioni soliste, in ogni caso, le diciannove tracce de “I nastri ritrovati” aggiungono senz’altro un capitolo importante alla storia discografico/artistica di Luciano Cilio. Come ha raccontato personalmente De Simone nell’intervista, i pezzi provengono da una sorta di archivio personale che Luciano dovette costruirsi autonomamente per far conoscere la sua musica nel periodo immediatamente antecedente alla realizzazione dell’indimenticabile esordio “Dialoghi Del Presente”, pubblicato in origine per la EMI nel 1977 e poi ristampato in edizioni differenti prima dalla milanese Die Schachtel nel 2004 e recentemente da Vinyl Magic/btf.it. Diverse delle composizioni tratte da “I nastri ritrovati”, suddivise in sezioni numerate sono completamente nuove, i “Tre Quadri Per Ensemble” ad esempio, mentre il Terzo Quadro e altri piccoli spunti disseminati qua e la nell’album sono molto simili a qualcosa che possiamo sentire su “Dialoghi” rivelando almeno parte del work in progress che ha poi condotto all’insuperato capolavoro che conosciamo. C’è anche spazio per un lungo pezzo che utilizza manipolazioni sonore associate alle timbriche del Sitar, uno strumento che Luciano aveva studiato in India. (“I nastri ritrovati #1”). La seconda parte (“I nastri ritrovati #2”) lascia invece spazio a un ensemble, mentre l’ottima ma breve quinta parte, affianca i delicati arpeggi di Cilio a un contrabbasso d’impostazione jazz per un dialogo estremamente interessante e atipico (per lui). La chitarra acustica è sicuramente la protagonista indiscussa della maggior parte dei brani dell’Lp, che provengono in gran parte da improvvisazioni soliste dalle curiose soluzioni armoniche (“I nastri ritrovati #3”, “I nastri ritrovati #4” per esempio). Ci sono anche metacomposizioni dello stesso De Simone (#11 - #13 - #15). Vi segnaliamo in particolare la personale versione della pianistica “Liebesleid… l’ultima composizione, verso il silenzio”, (#19) che arricchisce l'edizione in  cd come il testamento sonoro di un artista che ci ha lasciati troppo presto quel lontano e triste 21 maggio del 1983... In conclusione, questa bobina ritrovata per caso negli archivi del compositore, pianista (e maestro di De Simone) Eugenio Fels offre qualcosa di molto interessante agli estimatori della musica di Cilio e non solo, a tutti coloro che amano la multiforme creatività della scena sperimentale italiana della seconda metà degli anni settanta. La natura delle registrazioni è molto più grezza e diretta rispetto a “Dialoghi Del Presente” ma conserva certamente tutta la magia che solo la musica di Luciano è in grado di trasmettere. L’ idea di una pubblicazione a tiratura limitata di trecento copie realizzata a soli scopi di ricerca storiografica, scientifica e didattica, senza finanziamenti pubblici, interventi istituzionali o scopo di lucro, è certamente bella e probabilmente giustifica anche gli attuali prezzi un po’ elevati dell’album che purtroppo però proprio per questi motivi non è semplice da reperire. Per fortuna noi il disco l’abbiamo ascoltato e ci auguriamo che anche voi ne abbiate la possibilità. Se lo trovate in vinile (e soprattutto potete acquistarlo) non lasciatevelo sfuggire, “I nastri ritrovati” rimane un documento importante per ogni estimatore della musica di Luciano Cilio e non solo. Segnaliamo che da poco il disco è disponibile anche in versione Cd expanded, distribuito in Giappone dalla stessa Konsequenz con la medesima e ottima foto di copertina scattata da Fabio Donato. 



Marco Calloni
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