Valerio Vettori – River Tunes (Hippo Trippo, 2018)

Piper, clarinettista e compositore e reedmaker, Valerio Vettori si è formato musicalmente da autodidatta spinto dalla grande passione per la musica irlandese e, negli ultimi dieci anni, ha girato il mondo con i suoi strumenti al seguito, suonando sui palchi di Europa, Sud America ed Australia e condividendo tante sessions e performance in strada con i musicisti locali. In particolare, a segnare il suo approccio stilistico alla cornamusa è stata la sua permanenza a Cork in Irlanda che lo ha spinto verso un fraseggio fluido e pulito basato sulle variazioni melodiche ed arricchito dall’uso dei regulators, ispirato dai suonatori di organetto. In parallelo, Vettori ha esplorato anche altri territori musicali dal balfolk con i Rolling Around alla musica neo-trad con i Circle Dream, passando per le esperienze in duo con l’arpista Sophie Liebregts e con pianista Michele Bargigia, fino a toccare i reading della poetessa Marta Telatin. A coronamento di questo articolato percorso di ricerca musicale arriva “River Tunes” opera prima del piper e che segue la pubblicazione dell’Ep “The Market Day”. Registrato, arrangiato e prodotto dallo stesso Valerio Vettori presso i Madness Studios di Padova, il disco raccoglie dieci brani, spesso costruiti sull’intreccio tra brani della tradizione irish e composizioni originali, nei quali viene privilegiato il ritmo rispetto alla velocità e ciò contribuisce ad ampliare in modo considerevole le possibilità timbriche ed espressive della cornamusa. Ogni brano si sviluppa su un dialogo a due con alcuni dei musicisti che hanno condiviso con lui viaggi e musica, esaltando l’interplay, l’improvvisazione e la tensione continua ad addentrarsi in sentieri musicali nuovi. Tutto ciò emerge sin dalle prime note di “The Iron Tree”, una gustosa marcia composta dallo stesso Vettori che si sviluppa sul dialogo con il bodhran di Christian Moretto, a cui seguono il trascinante reel inciso con il chitarrista Matteo Marcon che mescola “The Spider and the Moth” e il tradizionale “The Road To Lisdoonvarna” e l’elegante giga “Fluo/Cece’s Jig/Deep Blue Night” in cui spicca la partecipazione al piano di Michele Bargigia. Se la polka con i tradizionali “The P&O/The Migrant Worker” vede la cornamusa supportata dalla ritmica del bodhran di Moretto, la successiva “Trip to Albufera/Hurry Up!” è una sorta di studio musicale sul ritmo degli An Dro bretoni e degli Scottish del balkfolk. Il reel “Devils Of Dublin/The Flex in Bloom” e la giga “The Umbrella Stand/Black Weed/Madama” ci riportano alla tradizione dell’Isola Verde, schiudendoci le porte verso il finale in cui il disco tocca il suo vertice con la superba “The Magic Fern” in cui Vettori si destreggia tra cornamusa e sintetizzatore prima di giungere alle conclusive “The Busker Polk/Train To Venice” e “Red Sail/The Glass Stone” che suggellano un album interessante tanto dal punto di vista compositivo quanto da quello della ricerca sonora. 


Salvatore Esposito
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