Quartet Folk – Gira, Vota e Firria (QRF, 2018)

I Quartet Folk sono una formazione agrigentina nata nel 2014 dall’incontro tra Antonio Cannella (voce e chitarre), Dario Mantese (voce, fiati, mandolino e bouzouki), Gerlando Barbadoro (voce e percussioni) e Francesco Carnabuci (voce e fisarmonica), quattro giovani strumentisti con alle spalle esperienze in gruppi come I Dioscuri e Ventunovu. Accomunati dal desiderio di esplorare la grande tradizione musicale siciliana, hanno intrapreso un rigoroso percorso di ricerca e rielaborazione di canti e cunti isolani, approdando successivamente alla composizione di brani originali, ispirati alle strutture melodiche e ritmiche popolari. Nel corso degli anni hanno via via affinato il loro repertorio esibendosi dal vivo in tutta Italia, così come non sono mancate attività parallele come lo scambio interculturale con gli studenti della Harding University di Firenze. A distanza di quattro anni dal loro esordio arriva “Gira, Vota e Firria” il loro primo disco in cui hanno messo in fila dieci brani tra composizioni originali e riletture di tradizionali che, nel loro insieme, rappresentano un invito a riscoprire le tante sfaccettature che caratterizzano la cultura, la storia e la tradizione della loro terra. Accolti dalla bella copertina, realizzata dal maestro artigiano Roberto Caputo che raffigura i quattro componenti del gruppo come dei pupi siciliani, il disco è una sorta di diario di bordo in cui il gruppo ha raccolto le rotte musicali tracciate in questi anni e nelle quali si intrecciano tradizione ed innovazione nell’incontro tra strumenti della tradizione siciliana, come tamburo, chitarra, fisarmonica, friscalettu, zampogna e mandolino, e quelli di ambito world dal bouzuki al thin whitle passando per la chitarra battente e il cajon. Aperto dalla title-track che racconta la tormentata storia d’amore di un ragazzo, il disco entra nel vivo con la sonata per chitarra e mandolino “’U Cavaleri”, dedicata ad una figura storica del folk agrigentino, il Cavaliere Calogero Cummo, virtuoso suonatore di banjo, chitarra e mandolino. Se “E Pi Daveru” ci offre uno sguardo sulle vite di tanti giovani che sono costretti a lasciare la Sicilia alla ricerca di un lavoro, “Dormiri Cu Tia” è una dolce ninna nanna in cui un padre guarda commosso la figlia cullata dalla moglie. La dedica alle bellezze della terra siciliana “Milli Culura” ci schiude le porte ad una sequenza di belle riletture di brani tradizionali con Ciuri Ciuri” e “Vitti Na Crozza”, “ A Luna Nmezzu ‘O Mari” e “Paci Facemu” meglio nota come “Cu Ti Lu Dissi” a cui segue “Chianta La Fava”, diventata nel corso degli anni il brano simbolo del gruppo. “Kaleidos”, firmata da Graziano Mossuto, chiude un disco piacevole e ben congegnato. Buona la prima! 


Salvatore Esposito
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