Colman – Daedalus (Musique Plastique, 2018)

Come le ali di cera create da Dedalo per il figlio Icaro, questo album del compositore John Gilbert Colman si era quasi completamente “dissolto”, inghiottito dall’inesorabile trascorrere del tempo… Ideata nel 1986 e parte dello spettacolo sperimentale omonimo diretto dal regista Guy Cassiers, “Daedalus” è un’affascinante partitura per piccola orchestra da camera (violoncello, violino, clarinetto), voci, percussioni ed elettronica. Registrate e mixate presso gli Eastfield Recording Studios a Ekeren in Belgio, le musiche accompagnano l’antica storia, “raccontata” in modo non convenzionale da una compagnia di 45 giovani attori disabili (di età compresa tra i 12 e i 17 anni) che evitano quasi completamente interventi verbali, comunicando esclusivamente tramite i gesti, il movimento, i costumi e il suono. I pochi frammenti testuali presenti nella partitura sono cantati dal coro o pronunciati dalla cantante Rolande Van Der Paal. La curiosa scelta di eliminare volutamente le possibili parti dialogiche e di ridurre al minimo gli interventi verbali, ha lasciato di conseguenza molto più spazio alla componente musicale, divenuta aspetto fondamentale della rappresentazione, sia sul piano formale che su quello emotivo. Le dieci composizioni di Colman, che abbiamo ascoltato in anteprima per voi lettori di Blogfoolk, riescono a fondere con gusto deliziosi arrangiamenti per archi, suoni concreti, loop vocali, elettronica e ritmi per drum-machine, giungendo a un risultato complessivo davvero peculiare e difficilmente descrivibile. Le ottime aperture melodiche dei temi principali “Wings Unfolding”, “Wings Unfolding (Part Two)” ne sono un esempio, come anche “Glass Labyrinth”, “Hot Air Balloon” e “Fallen Angel”, deliziosi “quadretti minimali” sospesi da qualche parte tra Milesi & Bacalov e le coeve costruzioni sonore di Michael Nyman e Penguin Cafe Orchestra. “Ambulant Sculptures” con ampio utilizzo di loop e percussioni, si allontana dalla melodia preferendo un approccio compositivo più “astratto” con accenni di world music che avvicinano il brano alle “istantanee sonore” di Roberto Musci. “Inside These Walls” dominata dai ritmi meccanici delle drum-machine con coda pianistica sul finale, sfiora le sperimentazioni di Vito Ricci, concludendo un vinile emerso dall’oblio che possiamo finalmente gustare grazie alla ristampa curata dalla statunitense Musique Plastique. Nata a Portland in Oregon, la label ha già all’attivo interessanti progetti (Visible Cloaks, Pedro) e ora ci delizia con “Daedalus” pubblicato ufficialmente il 31 agosto e disponibile in offerta speciale sul sito della Séance Centre al seguente link . Adesso che conoscete qualche curiosità in più, non rimane che avventurarvi alla riscoperta di questo disco, sono certo che ne rimarrete affascinati. Buon Ascolto!


Marco Calloni
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