Blowzabella – Two Score (Autoprodotto, 2018)

Blowzabella: al solo pronunciarlo il nome mette allegria a strumentisti, ballerini e fans di ghironde, ance e aerofoni a sacco. Parliamo della dance-band inglese, il cui nome deriva da una giga seicentesca che, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, ha aperto nuovo orizzonti nel movimento folk inglese compiendo scorribande danzerecce che attingevano creativamente a forme e repertori coreutici di mezza Europa, dall’Inghilterra alla Francia e oltre, passando per l’Italia e dirigendosi ad Est. Dopo un primo scioglimento la band è rinata, con cambio di organico nel 2003. Adesso, Blowzabella ritorna in occasione del quarantennale, a distanza di cinque anni da “Strange News” (2013), registrando “Two Score”, in formazione di settetto comprendente Paul James (sax soprano, sax alto, sax baritono, Border Bagpipes), Dave Shepherd (violin, chitarra, viola), Jo Freya (sax soprano, sax tenore, clarinetto, clarinetto basso, whistle, low whistle, voce), Andy Cutting (organetto diatonico), Gregory Jolivet (ghironda elettrica), Barnaby Stradling (basso e basso acustico) e Jon Swayne (Border Bagpipes, sax alto, sax soprano e whistle). Un loro storico disco si intitolava “Wall of Sound”, immagine che ben si addice alla cifra caratterizzante la band inglese, che per questa nuova uscita mette in programma materiali di qualità molto alta, nuove composizioni che sono in continuità formale con i brani tradizionali, incastrando bordoni, cambi di tempo e bei temi melodici portati da organetti, archetti ed ance. “Two Score” è stato registrato in sei mesi da Joe Garcia nel Somerset. Tutti gli spartiti delle musiche del disco sono inclusi nella pubblicazione editoriale “More Scores”. Il disco trova la sua sintesi migliore già nelle note dell’iniziale “Cé”, firmata da Jolivet, descritta efficacemente come “pentatonic rock waltz”, cui segue “The Uttoxeter Souling Song /Turner’s”, una canzone, cantata in coppia da Freya e James, sposata a un tema composto dall’organettista Cutting. Tempi di polka in “SCCS Polkas”, guidata da ghironda e organetto con il basso di Stradling che fa da propellente ritmico e i sax che ricamano intorno. Invece, “Coteeto” è una melodia in 3/8, composta per una trasposizione miltoniana (il masque “Comus”), che introduce atmosfere rinascimentali ed è incentrata sulla cornamusa di Paul James. Si muove a tempo di hornpipe “The Grenoside Processional Dance”, opera del padre di Dave Shepherd, scritta più di sessanta anni fa ed ispirata alle movenze di una danza delle spade. Superati il delizioso adattamento del tradizionale “Adam was a Poacher”, cantato da Freya, e il gentile valzer “Camdence”, c’è “The Lark Descending/ Bushes & Briars”, una step dance di James aggregata all’omaggio al compositore Ralph Vaughan, il quale raccontano le cronache sviluppò l’interesse verso le folk song inglesi proprio ascoltando “Brushes & Briars” agli albori del Novecento da un cantore dell’Essex. L’esuberante “Juggler’s Jig/ 481” farà la felicità dei danzatori, mentre “Blackberry Fold” è un’altra canzone cui Freya ha aggiunto delle strofe a quelle provenienti dalle varianti di tradizione. Si passa, poi, a “Lord Frog”, una country dance settecentesca. “Colin” è il valzer di chiusura di un album dalla notevole qualità musicale esecutiva e dagli arrangiamenti che soddisfano sia l’ascolto sia la voglia di danza. Che piacvole ritorno, folks! blowzabella.co.uk


Ciro De Rosa
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