Bliss Beat Folk Music Festival: Intervista con Marco Mandrino

In un periodo in cui assistiamo sempre più sovente alla chiusura di spazi per la musica live, fa piacere assistere alla nascita non solo di un nuovo live club, ma anche di un nuovo festival, interamente dedicato alla musica folk. In realtà il Bliss Beat festival esiste già da qualche anno, ma per l’edizione 2018 gli organizzatori hanno deciso di cambiare pelle, facendo nascere dal vecchio festival generalista più festival tematici. Una di queste nuove filiazioni è dedicata alla musica folk, ed aprirà i battenti il 19 luglio, per quattro serate consecutive, nella particolare location della Cascina Bellaria, immersa nel verde della provincia di Alessandria, tra Ovada e Acqui Terme, dotata di piscina, pizzeria e bar, con la possibilità di pernottare in campeggio o nella stessa Cascina Bellaria. Un luogo marginale ai circuiti delle musica live, ma che in questi anni ha saputo ricavarsi uno spazio sempre più grande, ospitando artisti di qualità. In questi giorni è stato annunciato il cartellone di questo nuovo Bliss Beat 2018 dedicato alla musica folk, intesa nella sua accezione più ampia. A Marco Mandrino, organizzatore del festival, oltre che delle molte attività della cascina, abbiamo chiesto di parlarci della cascina Bellaria e delle sue attività.

Prima di parlare di questo nuovo Festival, raccontaci che cos’è e come è nato questo luogo particolare che è la Cascina Bellaria. 
La Cascina Bellaria è un luogo multiforme: nello stesso posto ci sono una scuola di yoga, una scuola di sport di combattimento e arti marziali, una spa con bagno turco. In più organizziamo la stagione dei concerti e alcuni festival, oltre ad essere anche un’azienda agricola.

Sappiamo quanto sia diventato difficile organizzare concerti e festival anche nelle grandi città, vediamo sempre più locali che chiudono e festival che abbandonano il campo. Quanto è difficili organizzare concerti e festival come i vostri in una piccola realtà di una piccola provincia?   
Se dovessimo vivere solamente sui concerti non ce la faremmo mai. Per noi i concerti a livello economico restano un’attività collaterale. 

Fino a qualche anno fa in effetti la musica era solo una delle tante attività collaterali della cascina. Poi piano piano ha preso sempre più spazio, fino ad arrivare infine ad aver inaugurato un vero e proprio locale per i concerti aperto tutto l’anno.
Si, è così. La musica è sempre stata una mia passione personale, ed ho aspettato di trovare il momento giusto per farla diventare parte integrante delle nostre attività tutto l’anno invece che solo in alcuni periodi dell’anno.

Il momento giusto alla fine sembra quindi essere arrivato: in questi anni sono passati molti musicisti importanti al vostro festival Bliss Beat, ma quest’anno avete deciso di trasformarlo in un festival prettamente folk. Perché questa decisione?
Diventando la musica una parte importante di quelle che sono le nostre attività, abbiamo deciso di organizzare diversi festival durante l’anno, più settoriali, dedicati ognuno ad un unico genere musicale, mentre il Bliss Beat festival fino allo scorso anno era un festival generalista, in cui mischiavamo musiche diverse. Essendo il Bliss Beat il nostro festival più vecchio, quello a cui partecipa un pubblico più adulto e generalista, che arriva alla cascina anche per le sua altre attività, abbiamo deciso quest’anno di dedicarlo interamente alla musica popolare, essendo un genere di musica che riesce a piacere ed appassionare tutti. E abbiamo deciso per un festival di musica folk a 360 gradi: in quattro giorni passiamo dalla musica americana folk e country alla cumbia argentina, dal folk irlandese in versione punk alla musica mediterranea del sud italia

Quali sono i musicisti che suoneranno nelle quattro serate?
Iniziamo giovedì 19 luglio con un trio americano folk-moderno, Tucker Travis e Miller, e una formazione italiana molto particolare, i Los3saltos, che propongono una musica che è un insieme di murga, cumbia, folk italiano, reggae e ritmi latinoamericani. Venerdì 20 sarà dedicato alla musica mediterranea con un gruppo calabrese, La Skunchiuruti Band, ed un trio che propone un repertorio di canti polifonici del Sud, Le tre Sorelle. Sabato 21 avremo un gruppo bretone, The Moorings, che propone musica folk celtica in chiave punk, ed il chitarrista blues Marcello Milanese che insieme ai Laphroaigers eseguirà brani della tradizione blues, country e bluegrass in chiave acustica. Infine domenica 22 chiudiamo con il concerto di Andrea Van Cleef che presenta il suo nuovo disco solista, “Tropic of Nowhere”, per una serata di classic rock americano.

Oltre ai concerti serali, ci sono anche iniziative collaterali?
Si, durante la giornata ci saranno dei workshop di yoga e arti marziali, e soprattutto dei laboratori di danza popolare in cui la band che hanno suonato la sera prima insegneranno le loro danze popolari tradizionali, per dare anche la possibilità di conoscere da vicino i musicisti. La nostra idea della musica popolare è proprio questa, che non ci sia solo la band sul palco che suona ed il pubblico sotto che assiste, ma creare un tutt’uno tra band e pubblico. La musica popolare infondo è nata per le feste e la danza, ed il nostro intento è proprio questo, rendere questi quattro giorni una grande festa popolare. Ai seguenti link per tutte le informazioni sul Bliss Beat Festival, le altre attività della Cascina Bellaria e il programma completo dei concerti

Giorgio Zito
In collaborazione con RadioGold
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