Maurizio Abate – Standing Waters (Black Sweat Records/Boring Machines, 2018)

Dopo anni di album sperimentali che investigavano le possibilità dell’improvvisazione, questo nuovo e splendido progetto di Maurizio Abate continua il percorso solitario di riscoperta della chitarra acustica inaugurato nel 2015 con “Loneliness, Desire And Revenge”. Pubblicato da Black Sweat Records in collaborazione con Boring Machines, che ha curato la versione in cd del disco, “Standing Waters” riparte proprio dove il discorso si era interrotto, dilatando ulteriormente le trame alla conquista di grandi spazi nel nome di una “visionaria libertà d’espressione” figlia tanto di Fahey e Basho, quanto dei momenti più ispirati di Jim O’Rourke. A ulteriore conferma di ciò, i cinque pezzi hanno durate piuttosto considerevoli, ben due superano i dieci minuti alla ricerca di un suono sempre più “fluido”, in continua evoluzione. La prima traccia dell’album “Odonata” con il caratteristico fingerpicking ne è un’ottima dimostrazione; ripartendo da “Loneliness, Desire And Revenge”, Abate aggiunge lontani echi d’armonica conducendoci sempre più in profondità... In un periodo di sovraesposizione e frenesia, “Standing Waters” compie un percorso d’indagine completamente inverso e introspettivo. Come in un film di Tarkovskij, la contemplazione solitaria della natura, il fluire dell’acqua, i colori di un paesaggio autunnale, assumono qui un valore unico, caricandosi di un significato profondo che ritorna nella musica. Il rapporto tra uomo e natura, la bellezza e la nostalgia, sono il cuore di queste cinque composizioni, guidate dalla chitarra di Abate, a cui si aggiungono il violino e il violoncello arrangiati da Lucia Gasti che ampliano la palette cromatica dell’album, avvicinando i brani a una curiosa forma di folk da camera. “Shaping The Mud” ne è un esempio, oppure anche l’estatico perpetuare della conclusiva “Standing Crumbling”, improvvisamente spezzata dal dissonante intervento pianistico sul finale. Se osservate attentamente, le acque “stagnanti” e apparentemente “chete” in copertina, mostrano una leggera increspatura... “Standing Waters” è un invito a spingerci più in profondità per scoprire cosa accade oltre la superficie... 


Marco Calloni
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