Giornata di Studi e Musica dedicata a “Leone Sinigaglia”, Chivasso (To), Sabato 14 Aprile 2018

Sabato 14 Aprile 2018 a Chivasso (TO), in occasione del Quarantacinquestimo anno di attività dell’Istituto Musicale Comunale “Leone Sinigaglia”, è stata organizzata una “Giornata di Studi e Musica” dedicata al compositore ed autore Piemontese, scomparso nel 1944. Leone Sinigaglia (Torino, 1868 – 1944) fu un compositore Piemontese, allievo di Brahms, Mandyczewski e Dvořák. Le sue opere più importanti furono la “Rapsodia Piemontese”, le “Danze Piemontesi” op. 31 e la suite orchestrale “Piemonte”, quest’ultima diretta più volte da Arturo Toscanini, grande amico ed estimatore di Sinigaglia. Il compositore Torinese soprattutto è ricordato per le “36 Canzoni Popolari del Piemonte”, per pianoforte e canto. Sinigaglia effettuò, da precursore etnomusicologo e sulle tracce e l’esempio di Costantino Nigra, una raccolta di oltre cinquecento canti popolari che venivano eseguiti ancora dalla viva voce della Gente sulla collina di Cavoretto. Due anni di ricerche dai quali trascrisse i testi e le melodie, che utilizzò in parte per le sue composizioni ed elaborazioni. 
Questo repertorio gli consentì di avere un grande successo in tutta Europa e anche oltre oceano, dove i “Canti Popolari del Piemonte” riscossero entusiastiche critiche ed elogi. Leone Sinigaglia, di origini ebraiche, morì a Torino di infarto durante un rastrellamento razziale, volto a deportarlo in un lager nazista. A 74 anni dalla morte, ne vogliamo onorare la lungimiranza e lo spirito europeo che permane nella sua opera artistica e umana: dare voce e respiro internazionali ad un Popolo, ad una Gente e a una Cultura, quella contadina, che stava già volgendo al tramonto. Presso la prestigiosa sede di Palazzo Einaudi sito in Piazza d’Armi a Chivasso (TO), nel pomeriggio con inizio alle ore 14.30, è stata inaugurata la piccola mostra dedicata agli “Strumenti Popolari Antichi” recuperati sul territorio. Raganelle, “Tenebbre” (crepitacoli), Corni di Stambecco e di Mucca, Conchiglie sonore, Zufoli di sambuco, Ghironde, Organetti e molto altro hanno dato prova della grande diffusione che la musica godeva nel passato presso la nostra comunità locale. Subito dopo gli interventi delle Autorità locali, il convegno si apre con la D.ssa Lidia Benone Giacoletto, di origine Canavesana, la quale parlerà della biografia di Leone Sinigaglia. Massima esperta del settore, ha collaborato con Roberto Leydi alla stesura dei volumi dedicati al compositore. Inoltre, nel suo esplicativo e affascinante intervento, veniamo a conoscenza che solamente metà del patrimonio lasciato da Sinigaglia è stato studiato, avendo ancora una buona parte dell’epistolario e di composizioni inedite da esplorare. Un buon motivo per non dimenticare il nome del compositore. Il secondo intervento è stato a cura di Amerigo Vigliermo, Direttore del Coro Bajolese e Presidente del Centro Etnologico Canavesano (C.E.C.). Un intervento basato sui rapporti tra la ricerca di Costantino Nigra e i suoi “Canti del Piemonte” 
e quella di Sinigaglia, volta a “ritrovare” le melodie che il Nigra non ritenne necessario citare in toto, essendo il Nigra un glottologo più interessato al lato “poetico” del canto che quello musicale. Un intervento a tratti commovente e ispirato, dedicato con il cuore a quella Gente Canavesana (con la G maiuscola) che ha tanto dato e continua a dare in termini di ricerca sulla “Civiltà Contadina”, un mondo abusato dalla moderna società consumistica e virato ai suoi bisogni di “marketing”, senza magari nemmeno dire grazie a chi di dovere. Dopo Vigliermo, un bell’intervento del Prof. Massimiliano Genot, docente di Pianoforte presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino, basato sull’opera pianistica di Sinigaglia. Con numerosi ed entusiasmanti esempi sonori suonati sul pianoforte, il Prof. Genot ha spiegato al pubblico presente le analogie tra la “verve” compositiva di Sinigaglia e le analogie e differenze tra Schumann, Brahms e altri autori di cultura mitteleuropea, dimostrando così le affinità culturali del periodo tra i vari compositori. Per finire, un intervento del sottoscritto su “Gli Strumenti della Musica popolare ai tempi di Sinigaglia”, 
una ricerca che parte dalla costituzione delle Bande Musicali nel 1861 per arrivare al “Quintèt”di strumenti a fiato, i gruppi violinistici e mandolinistici, la nascita della Fisarmonica e la sua evoluzione, per concludere con una vasta carrellata di strumenti cosiddetti “Effimeri” o della “Non-Musica”: corni, raganelle, zucche, zufoli, etc. etc. Dopo un breve ma eccezionale rinfresco a base di prodotti dolci, salati e enologici del Territorio Canavesano e offerto dall’Istituto Musicale, il convegno si è trasferito presso il Teatro “B.A.Carletti”, nel centro storico di Chivasso. Alle ore 21.00, hanno aperto le danze (ed è proprio il caso di dirlo!) il gruppo di Danza Storica “Balastorie”, condotto da Beatrice Pignolo. Il gruppo basa la sua ragion d’essere sulla rievocazione e riproposta di un antico repertorio coreutico, ricostruito attraverso un meticoloso studio filologico di abiti e coreografie. Balastorie spazia dal ‘600 attraverso l’800, per giungere come in questa serata all’inizio del secolo ‘900. “Valzer”, “Polke Galòp”, “Mazurke”, “Monferrine”, “Schottisch”, “Quadrille Americaine” sono state eseguite in maniera entusiasmante e divertente, segno che la filologia non vuol dire sempre noia o museo. 
Le musiche eseguite per le danze sono frutto di una ricerca di Amerigo Vigliermo e di Rinaldo Doro sul territorio Canavesano, alcune partiture sono state tratte dalle cinque “Monferrine” che Sinigaglia annotò sulla Collina di Cavoretto (TO). Gli esecutori, Ensemble Ombra Gaja, sono stati: Emanuela Bellis (Ghironda); Beatrice Pignolo (Violoncello); Rinaldo Doro (Organetto diatonico). Dopo l’esibizione di Balastorie, lo strepitoso concerto del Coro Bajolese, che ha portato sul palco un repertorio “mirato” alla serata, cioè basato sulla “Ballata Epico – Lirica”. Le storie e le vicende del “Prinsi Liun”, di “Donna Lombarda”, delle “Trej Sorelin-e” e del “Giovo dal Capèl Bordà” hanno emozionato il numeroso pubblico intervenuto, che ha richiesto numerosi “bis” fino al gran finale a tutta voce del Coro di Bajo, di Balastorie, di Ombra Gaja e degli spettatori sull’aria conosciutissima e di “Sinigagliana” memoria de “La Bergera” (La Pastora Fedele). Un plauso all’Istituto “Leone Sinigaglia” di Chivasso per aver creduto e combattuto in questi 45 anni di attività sul rispetto della musica sia Colta che Popolare, molte sono state le avversità durante gli anni, ma, come nelle più belle favole, il “Bene” trionfa su tutti i mali!

Rinaldo Doro
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