Artisti Vari – Spagna ’36 Un Sogno Che Resiste (Istituto Ernesto de Martino, 2018)


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Nel luglio del 1936 un colpo di stato militare ad opera dei nazionalisti di destra guidati dai cuatro generales, Francisco Franco, Emilio Mola, Gonzalo Queipo de Llano e José Enrique Varela, pose fine alla breve esperienza della Seconda Repubblica Spagnola, dando inizio una guerra civile che insanguinò la penisola iberica. Il conflitto si concluse nell’aprile del 1939 con la sconfitta dei republicanos, composti da truppe fedeli al governo legittimo, guidato dal Fronte Popolare di ispirazione marxista, e l’istaurazione della lunga dittatura del generale Francisco Franco, il cui regime riuscì ad affermarsi grazie anche ai consistenti aiuti da parte della Germania nazista e dell'Italia fascista. Gran parte dei repubblicani, sopravvissuti a quei tre anni di guerra fratricida fornirono un contributo importantissimo al movimento della Resistenza Europea contro i regimi nazifascisti, a partire dal sostegno alla vicina Francia, e conservarne la memoria rappresenta certamente un elemento fondamentale della storia post-bellica del nostro continente. In occasione dell’ottantesimo anniversario dall’inizio della Guerra Civile Spagnola, l’Istituto Ernesto de Martino, Archivi della Resistenza di Fosdinovo e AICVAS (Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna) con il contributo della CGIL Toscana, Società Ricreativa Affratellamento, hanno dato alle stampe “Spagna ’36 Un Sogno Che Resiste”, un doppio album antologico nel quale sono raccolti ventisette canti he nel loro insieme gettano nuova luce sulla Guerra Civile Spagnola, facendo emergere la prepotente attualità di temi le spinte indipendentiste della Catalogna e le divisioni tra comunisti, socialisti ed anarchici. Curato da Andrea Fantacci e Monica Tozzi, l’antologia è stata presentato il 13 novembre 2017 nell’ambito della mostra “Catalogna bombardata”, ospitata dalla Biblioteca delle Oblate di Firenze e vede protagonisti un folto gruppo di musicisti, cantanti ed artisti che, con modalità ed approcci diversificati, hanno riletto i vari brani che in larga parte sono stati arrangiati ed incisi per l’occasione. Il risultato è un raccolto corale di storia civile che si dipana tra lingue, stili, voci e generi musicali differenti restituendo all’ascoltatore un insieme di storie e riflessioni, passione e militanza. Aperto da “Soldado no”, incisa dal chitarrista e poeta salamantino Paco Curto, il primo disco entra subito nel vivo con “Ya se fue el verano” interpretata da Margo e tratta dal disco “Canti della Resistenza Spagnola” del 1971 e con il brano tradizionale “Die Thälmann Kolonne” riletta dagli OVCE e dedicata al leader del partito comunista tedesco morto a Buchenwald nel 1945. Si susseguono canti di battaglia come “Frende al Cabo de Palos” nella versione di Ángeles e “El quinto regimiento” proposta dai Suonatori della Boscaglia, canti anarchici come la splendida versione de “A las mujeres” interpretata dalle Mujeres Libres, o ancora canzoni di lotta come “Hijos del pueblo” incisa da Marco Rovelli, Rocco Marchi e Paolo Monti, “El ejercito del Ebro” nella superba versione dei Gang, la riscrittura in curdo de “¡A las barricadas!” di Serhaat Akbal Marco Rovelli e Paolo Monti “La plaza del mi pueblo” con protagonisti i Vincanto. Ad aprire il secondo disco è “Canzoni contro l’indecisione” dei Los Solidarios guidati da Alessio Lega, una suite che raccoglie “La desperdida”, “Franco La Muerte” di Leo Ferrè e “Carmen” di Fracesco Pelosi e “Ay Carmela”. Si prosegue con lo splendido omaggio a Chico Sànchez Ferlosio de I Disertori, il duetto con Sara Saccomanni e Pardo Fornaciari in “Los Dos Gallos” e la prima registrazione di “Era Domenica” di Giovanna Marini tratta dal racconto “Il Vecchio e il Mare” di Ernest Hemingway. “L’estaca e la Bitta” del Coro Garibaldi d’Assalto accompagnato dalla fisarmonica di Davide Giromini ci introduce alla sequenza composta dal tradizionale “¿Què volen aquesta gent?” cantata da Sandra Boninelli, “Copla, la hierba de los caminos” cantata da Gualtiero Bertelli e Michele Del Lago che interpreta la folk song americana “Jarama valley” nella versione di Woody Guthrie. In chiusura un po’ di sano folk-rock con “Spanish Bomb” dei romani Ned Ludd e “Il silenzio del mare degli Yo Yo Mundi a suggellare un progetto intriso di spirito di militanza, partecipazione e senso della politica che suona come un invito a continuare a perseverare la quotidiana battaglia per la libertà. 


Salvatore Esposito
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