Pifferi, Muse e Zampogne XXII Edizione, Circolo Arci Aurora, Arezzo 7-9 dicembre 2017

Si è conclusa con successo sabato 9 dicembre, nello storico palco del Circolo Culturale Arci Aurora di Arezzo, la ventiduesima edizione di “Pifferi, Muse e Zampogne”. Il “piccolo grande festival di musica popolare” diretto dalla passione caparbia di Silvio Trotta, ha confermato anche quest’anno la forza della musica tradizionale italiana coinvolgendo un pubblico numeroso, attento, generoso di applausi, capace di apprezzare le ricche sfumature di un repertorio di scarso consumo. Chi, come Silvio Trotta, è impegnato a sostenere, difendere e diffondere il mondo delle tradizioni si trova oggi davanti ad una vastità di panorami musicali variegati dove si alternano visioni anche profondamente diverse legate al far musica e alle modalità di diffonderla. Il pregio del direttore artistico di PMZ è averne compreso la complessità e di navigarla affidando alla coralità dei suoi ospiti la diversità e le differenze. Le sue scelte superano le sterili diatribe tra i fautori di una severa linea di autenticità e quei musicisti libertari che elaborano rivisitazioni senza limiti; sul palco della sua rassegna hanno accesso solo coloro che nella qualità confermano il valore del passato che abita il presente. 
La 22esima edizione ne è stata un’ulteriore conferma, ha reso omaggio alla musa, cornamusa appenninica, strumento quasi dimenticato che grazie alla sensibilità artistica di Massimiliano Limonetti e Piercarlo Cardinali, Duo varie', è ritornata protagonista. Ha festeggiato i 40 anni dei “Tre Martelli” esempio sfavillante di un intramontabile e imponente repertorio di ballate, canzoni rituali, melodie strumentali fedele alle radici piemontesi, ma si è aperta anche alle sperimentazioni dei giovanissimi “Brigan” che si definiscono «innovatori, originali senza OGM” e ricercano con orgoglio continuità musicali tra la loro terra campana e la tradizione iberica riuscendoci con freschezza e passione. L’esibizione spumeggiante dei Tre Martelli è stata la punta di diamante della manifestazione. Le voci inconfondibili di Vincenzo "Chacho" Marchelli e di Betti Zambruno, veri cantori di una tradizione vissuta, fuse con l’organetto di Enzo Conti, la ghironda di Matteo Dorigo, il bassetto e le chitarre di Renzo Ceroni, il violino di Andrea Sibilio, le cornamuse e i flauti di Paolo Dall'Ara hanno esaltato il pubblico portando il Piemonte nella sala del Circolo.
L’amalgama perfetto dei loro strumenti, la compattezza stratificata della loro musica uniti alla gioia contagiosa dell’esserci, ha regalato la festa. Una bella edizione dunque iniziata con le selezioni nazionali di gruppi musicali o singoli artisti per la partecipazione a Folkest 2018. Il contest ha visto vincitrice la limpida e garbata voce di Giuditta Scorcelletti, cantante ed autrice pistoiese, senza dubbio una delle voci più belle ed affascinanti del panorama della musica popolare toscana. Al secondo posto L’allegra gente, capitanata da Veronica Fascione, con un repertorio cantautorale contaminato con suoni e ritmi del Sud America. Hanno inoltre partecipato i Four seasons trio con un repertorio di classici jazz e bossa nova e una ricca selezione di brani italiani in stile retrò. Tutto si è svolto in un’atmosfera piacevole di scambio e di incontro dove i suoni degli strumenti ad ancia, presenti in tutti i gruppi, hanno dato soffio vitale alla manifestazione viva e partecipata dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che un festival di musica popolare non è un’operazione nostalgica di controcultura ma un atto di difesa e tutela della diversità e di saperi altri. Grazie al Circolo Aurora, spazio libero di condivisione, a Silvio Trotta instancabile registra di PMZ, ai volontari che con spirito di servizio credono ancora nel valore di una cultura gratuita. 



Gloria Sereni
Filmato LineaTrad Television
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