Meridian Brothers – ¿Dónde Estás María? (Soundway/Audioglobe, 2017)

Dietro l’appellativo di Meridian Brothers si cela Eblis Álvarez, da due decenni personaggio di punta della scena sperimentale di Bogotà, portatore di un bagaglio sonoro fatto di studi classici e jazz, di composizione e musica elettronica, ma soprattutto curiosità e camaleontiche invenzioni frutto di estro geniale. In questo nuovo lavoro il musicista, produttore e cantante allarga il campo di indagine, attinge a forme e stili tradizionali colombiani e dell’America Latina, rurali e urbani (cumbia, vallenato, huayno, chicha, salsa, ecc.), che fa interagire con elettronica, psichedelia, latin jazz, nueva canción, rock e finanche tropicalismo brasiliano (Tom Zé su tutti). La copertina dell’album gioca con l’immaginario religioso-devozionale cattolico, rimandando all’immaginifico e caleidoscopico bricolage sonoro messo a punto con acume, ironica imprevedibilità e studiata eccentricità da Álvarez. Messa in apertura, la title-track fa emergere sulla base ritmica tradizionale l’ostinato del violoncello, che è la più incisiva novità timbrica di questo settimo album in studio dei colombiani (dal vivo i Meridian sono un quintetto). Le tastierine di “Canto me levantó” contrappuntate dagli archi minimalisti sono un’altra meraviglia che fuoriesce dall’eclettica fucina di Eblis, che ci mette anche una delicata vocina. Tra spinte boogalo, impulsi reggaeton e archi tropicalisti “Yo Soy Tu Padre, Yo Te Fabrique” e “Hablame Amigo, Citadino” mostrano appieno la spinta sperimentale, così come la formidabile “Entra el ritmo antillano”, il cui titolo è tutto un programma, con la sua fusione di effetti chitarristi e synth e ritmo incalzante. Seguono il precipitato psichedelico-cameristico di “Cumbia Eres Cumbia” e la surreale “Como Estoy En Los Sesenta”. Le sghembe combinazioni proseguono attraverso “Estaré Alegre, No Estaré Triste” - secondo singolo e video dei Meridian – con il suo ritmo insistente, puntellato da inserti inusuali e bizzarrie atonali. Partendo dal ritmo di huayno peruviano avanza “Èl no està muerto”, mentre “No Me Traiciones”, con voce e violoncello a dominare, è il felice commiato di “¿Dónde Estás María?”. Un divertente, ispirato incastro di suoni, un «viaggio musicale dall’Argentina al Messico», come lo ha definito Eblis: Cosa pretendere di più? 



Ciro De Rosa
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