Deben Bhattacharya – Krishna in Spring (ARC, 2017)

Nuova eccellente produzione per la collana Music Explorers, curata da Simon Broughton, l’editor-in-chief del periodico britannico “Songlines”. La confezione comprende un DVD con un film e un CD con le registrazioni sul campo, realizzati in India da Deben Bhattacharya (1921 – 2001), produttore di pellicole etnomusicali e di centinaia di LP di musiche raccolte tra Asia, Medio oriente ed Europa (molti album storici sono stati ristampati di recente dalla label Arc Music in formato CD). Bengalese di origine, emigrato nel Regno Unito nel 1949, Bhattacharya, pur non possedendo studi accademici di etnomusicologia alle spalle, in virtù del suo magnifico intuito, di dedizione e di studio sul terreno, una volta intrapresa la produzione di programmi radiofonici per la BBC, di dischi e di film, è stato capace di svelare al pubblico la diversità delle culture musicali. I ventinove minuti del film “Khrisna in Spring”, girato dal documentarista nel 1969 nelle località di Mathura e Barsana nell’Uttar Pradesh, ci portano all’interno della festa di Holi, la celebrazione primaverile dedicata al dio Khrisna. Nelle immagini d’epoca, la colorata processione anima le strade, le donne battono con dei bastoni gli uomini a simboleggiare la vendetta di Radha nei confronti di Khrisna (geloso della bellezza e del candore della pelle di Radha, il dio le aveva dipinto il volto con dei colori) e la famosa polvere colorata è sparata con delle pompe da bicicletta per le vie delle città. Se pensate che queste immagini appartengano al passato, siete fuori strada, perché ancora oggi (con cifre notevolmente più elevate in termini di presenze rispetto a quelle degli anni Sessanta) il rituale riempie le strade ed è ormai una delle ricorrenze più attese dell’anno, divenuta famosa in tutto il mondo. Il CD contiene otto tracce registrate da Bhattacharya tra il 1954 ed il 1968, nel Braj, nel Rajasthan e nel Bengala Occidentale. Tutto inizia con il suono del flauto traverso bansuri, strumento associato alla divinità induista, che principia il “Raga Buhupali”, un raga notturno, suonato oltre che con l’aerofono di bambù con tanpura e tabla. Segue un esempio di danza kathak che, accompagnata da sarangi, tanpura e tabla, presenta episodi stilizzati della vita di Khrisna. Sempre dalle registrazioni raccolte a Jodhpur, c’è un’interessante canto devozionale scritto dalla principessa Mira Bai nel sedicesimo secolo (“Mira, Bhajan”). Altro esempio significativo è il kirtan, una pièce teatrale di musica e canto eseguita in lode di Khrisna (“Matur”), registrata nel 1954 a Assansol. Il resto del programma prevede un raga primaverile (“Raga Vasant”) per sarangi, tabla e tanpura, un canto in stile dhamar, associato proprio alla festa di Holi (“Hori dhamari ké pad”) composto sulla struttura del raga Ashaari, un canto accompagnato da sarangi, tanpura e tabla (“Apad lagé mithi”) e un altro motivo devozionale, in cui gli appellativi del dio sono reiterati mentre si celebra Braj, la terra sacra dove si dice che Khrisna abbia trascorso la propria fanciullezza da pastore. “Khrisna in Sping” non è soltanto una gemma d’archivio per i cultori della musica del subcontinente indiano, ma anche un utile documento conoscitivo e divulgativo per un pubblico più vasto. 


Ciro De Rosa
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