Christian Ravaglioli – Il respiro della mia gente. Tutto è Romagna Mia (Casadei Sonora, 2017)

Polistrumentista dalla solida formazione accademica, Christian ravaglioli vanta un ultraventennale percorso artistico nel corso del quale ha realizzato diversi album a proprio nome e messo in fila una lunga ed articolata serie di collaborazioni: dal jazz con Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso e Trilok Gurtu al rock con Dan Stuart, Robyn Hitchcock, Calexico e David Hidalgo, passando per gli incontri con Vinicio Capossela, John De Leo e Sacri Cuori. Dividendosi abitualmente tra diversi strumenti come pianoforte, sintetizzatore, organo hammond, oboe, corno inglese e duduk armeno, il musicista ravennate non ha mai dimenticato il suo primo amore per la fisarmonica, regalatagli ancora bambino dalla nonna Antonia. Proprio a quest’ultima, Ravaglioli ha dedicato “Il respiro della mia gente. Tutto è Romagna Mia”, album nel quale ha raccolto ventitré brani che compongono un personale viaggio sonoro nel tempo alla riscoperta di quelle melodie da ballo che sin da piccolo lo avevano affascinato. Registrato e mixato presso lo studio Minghet di Ravenna tra dicembre 2016 e febbraio 2017 con la co-produzione di Casadei Sonora, l’album vede Ravaglioli impegnato a rileggere per sola fisarmonica un variegato repertorio che spazia dalle composizioni di “Zaclèn” a quelle Secondo Casadei, dalle opere di Olindo Guerrini ai Canti delle Mondine, passando per gli Stornelli Spalliciani e le Cante da Balera, fino a giungere alle composizioni colte come la “Paloma” di Sebastiàn de Iradier. A riguardo Ravaglioli nelle note di copertina scrive: “Esiste una lieve linea di confine tra colto e profano nelle composizioni da me scelte per descrivere questo magico intreccio, che si esalta e completa soprattutto nel dietro le quinte dei dopo serata, negli ambienti più mondani, familiari e caldi della festa paesana”. La scelta di presentare i brani in versione strumentale ci consente non solo di riscoprire tutto il fascino della voce della fisarmonica ma anche di apprezzare la cantabilità solistica delle melodie che nella nudità degli arrangiamenti ritrovano la loro dimensione originaria. Ravaglioli si immerge nelle esecuzioni dei singoli brani mettendo in luce la sua personale tecnica esecutiva che mira a quella ricercata semplicità dello sperimentare senza tradire gli stilemi della musica da ballo. Se dal punto di vista ritmico particolarmente interessante nella resa dei brani ci sembra l’utilizzo del piede ritmico con sonagli, campane e glockenspiel giocattolo, da quello timbrico colpisce la scelta di suonare modelli diversi di fisarmonica (Marinucci, Hohner Student, Paolo Soprani, Armondo Bugari, Lucchini, Borsari, Guagliardi, Scandalli e Crucianelli). Durante l’ascolto a spiccare sono brani come l’iniziale “Il Passatore” di Secondo Casadei con il fischio di Franco Felisatti e la voce di Maria Bertini, i balli tradizionali come “I Bergamasch” e “E’ Salterél”, il canto delle Mondine “Amore Mio Non Piangere”, e il medley “E’ Zibaldòn De Mèz” ma il vertice del disco arriva con il trittico “Un Bès In Bicicleta”, “A Gramadöra” e “Amarcord “Nà Barca Ad Ricôrd” le cui esecuzioni brillano per grande intensità. Del pari di ottima fattura ci sembrano anche i due brani originali ovvero “La combricola del socjale” dedicata agli amici del Teatro Socjale e “Romagna Piada”, omaggio al Laboratorio di Piadine della sua famiglia. Finale da non perdere con "E' Zibaldon Finèl" nelle quali Ravaglioli esegue in medley in presa diretta "Tramonto", "Non c'è pace fra gli ulivi", "Burdèla", "Campagnöla e "La mia gente". Insomma “Il respiro della mia gente. Tutto è Romagna Mia” è un viaggio nella memoria, da ascoltare con attenzione per riscoprire le melodie che hanno fatto la storia del ballo liscio in una dimensione antica ed allo stesso tempo contemporanea. 


Salvatore Esposito
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