Kila – Alive Beo (Kila Records, 2017)


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Se si parla di world music declinata all’irlandese, necessario riferirsi ai Kila, una delle band più eclettiche e innovative dell’isola, espressione dell’Irlanda urbana, sintonizzata su frequenze globali ma che non si disfa dell’eredità gaelica. Formatisi sul finire degli anni Ottanta del secolo scorso quando la città di Dublino dà forti segnali di apertura multiculturale, il collettivo dei fratelli Colm, Rónán e Rossa Ó Snodaigh assurge subito a fenomeno musicale per lo spirito libero, la teatralità, la vitalità e la comunicativa dei live act, il sound che, guardando al mondo fonde liriche irlandesi, uilleann pipes, flauto, whistle, violino, bodhrán, tamburi africani e latino americani, basso, mandolino e chitarra acustica ed elettrica. Dopo diciannove incisioni, un bella manciata di dischi solisti dei singoli membri, i Kila pubblicano “Alive Beo”, terzo live nella carriera dell’ottetto, registrato nel 2016 nell’arco di concerti tenuti in patria, disponibile anche in vinile. Il lavoro contiene cinque nuove tracce sulle nove complessive. Che si tratti di una prova energica e potente, come è nella traccia della formazione dublinese, lo dimostra l’iniziale “Muatatu”, con l’attacco di pipes (James Mahon ha rilevato Eoin Dillon) e percussioni che riportano alla memoria i migliori Moving Hearts; il brano poi si sviluppa in un crescendo rock & reel. Dalla pronuncia world di “Pota Óir”, che guarda verso il Medioriente, si passa al robusto e incalzante funk-folk-rock di “Electric Landlady”. Con la calda “Babymouse” i toni si smorzano, mentre flauto, muro percussivo e il canto mantrico di Rónán fanno risalire il ritmo in “Ór agus Airgead”. Segue la rutilante e dilatata “Seo Mo Leaba/Am Reel”, brano di oltre dieci minuti, segnato dagli imprevedibili cambi di passo, dove si incrociano ritmi afro e danze irlandesi e alla band si unisce la vocalist polacca Kayah. Un altro esempio di creatività è il superlativo “Skinheads”, un reel furioso e inarrestabile. Se “Raise the Road” è tutta voci e ritmo, la poliritmia di “An Tománaí”, un altro cavallo di battaglia della band, è la degna conclusione di un album incandescente. Inesorabili Kila! www.kila.ie


Ciro De Rosa
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