Forsqueak – FSK (Almendra, 2017)

Dopo il debutto discografico del 2013 “Parental advisory: absolutely no lyrics!”, arriva sempre per Almendra l’atteso seguito dei Forsqueak, intitolato semplicemente “FSK”. Le coordinate sonore solo in apparenza affini al precedente, rivelano in realtà un work in progress radicalmente differente. Da una parte, il gruppo mantiene la promessa “Absolutely no lyrics”, dall’altra, l’edificazione sonora dell’album segue questa volta una linea più precisa e meditata, che partendo dalla composizione dei brani, passa alla scrittura per giungere poi alla relativa esecuzione, subentrando (per scelta) a interplay e improvvisazione collettiva come forze generatrici del progetto. Un approccio più razionale quindi, che ha come conseguenza un risultato particolarmente rifinito e sicuramente più compatto che ben si adegua alle qualità sonore del quartetto palermitano composto da: Bruno Pitruzzella alle chitarre elettriche e acustiche, Sergio Schifano alla caratteristica (e caratterizzante) chitarra elettrica baritona, Luca La Russa al basso e Simone Sfameli alla batteria, qui supportati in alcuni brani da: Davide Di Giovanni, Korg Ms -10 analogue monophonic synthesizer, Piero Bittolo Bon, sax alto, N’Hash, programmazione ritmica e Gianluca Cangemi, contrappunto aggiunto. La musica di “FSK” funziona come un ingegnoso gioco di incastri, un sapiente ingranaggio ben oleato dove si incontrano e intersecano temi e soluzioni poliritmiche in bilico tra Post-Rock, Prog ed Elettronica. La cura certosina per l’edificazione sonora e per la struttura “metronomica” delle composizioni non soffoca tanto la dimensione emotiva, quanto l’apprezzabile piglio ironico del quartetto. In definitiva,“FSK” affronta il processo creativo dei Forsqueak da una differente prospettiva con un esito di sicuro pregio. Non possiamo che applaudire la riuscita dell’esperimento confermata da tracce come : “Kim Ki Duk”o per esempio “Kindred”, dove gli azzeccatissimi interventi al sax si intersecano con le chitarre originando interessanti soluzioni ritmiche. Un lavoro intrigante dove acume e buon gusto sono di casa. 


Marco Calloni
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