mercoledì 3 maggio 2017

Marcello Bonanno – Cycles (Almendra, 2017)

Per questo nuovo numero di Blogfoolk, abbiamo scelto di riservare la nostra sezione Contemporanea a questa recente pubblicazione Almendra, che da qualche tempo, ci delizia con gli ormai puntuali appuntamenti dedicati al pianoforte. Il nuovo capitolo è dedicato a Marcello Bonanno, musicista e compositore nato a Erice e da tempo legato all’etichetta siciliana; ricordiamo la sua partecipazione all’ottimo “Sonate di Terra e di Mare” del violoncellista Giovanni Sollima con “Variationes Super Ave Maris Stella”. Qui al suo esordio solista come pianista/compositore per la label, Bonanno mostra di saper esprimere al meglio tutte le potenzialità dello strumento, con una particolare attenzione per l’aspetto ritmico come dimostrano :“Die Vorstufe Des Chaos (Prologo)”, “Milano” o “Györgyplatz”, composizioni impetuose dominate da poderosi ostinati e soluzioni melodiche oblique che denotano un chiaro amore tanto per Bartók e Stravinskij, quanto per Ginastera e Cecil Taylor. La tavolozza cromatica complessiva è però ben più variegata, lasciando spazio anche a temi introspettivi come: “Cycle II”o “Il Pianto di Chiara” che contrappongono all’approccio positivamente muscolare, un’invidiabile sensibilità dinamica e di tocco. “Cycles” è in primis il titolo dell’album, ma anche delle quattro composizioni che intervallano regolarmente una coesa ma eclettica raccolta di brani dall’autore così presentati:” Al mondo che ho incontrato fino ad oggi”. All’ascolto, si percepisce l’intimo legame del compositore con queste musiche, chiaro omaggio al suono come forza plasmabile e cangiante in costante comunicazione con l’umanità, in un flusso continuo e ininterrotto. “Cycles” però, è anche il perfetto riflesso della grande esperienza musicale di Bonanno, che spazia dal jazz all’improvvisazione, all’attività di esecutore con materiali che attraversano il repertorio pianistico per raggiungere persino Hendrix e i Nirvana. La formazione a Palermo, il diploma in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra e il successivo perfezionamento presso l’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano con Bruno Canino, sono state esperienze determinanti nel donare all’autore una spiccata mobilità e naturalezza nell’approccio allo strumento, con soluzioni particolarmente stimolanti e mai prevedibili. Una competente e costruttiva esplorazione del pianoforte, disponibili anche gli spartiti dell’intero lavoro. 


Marco Calloni

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