Francesco Ponticelli – Kon-Tiki (Tûk Music, 2017)

Sbocciato nelle fila della band New Generation di Enrico Rava, Francesco Ponticelli è un talentuoso contrabbassista e compositore con alle spalle un intenso percorso artistico maturato dal vivo e in studio in diverse formazioni, e ben noto per essere il leader del quartetto, nato nel 2011, e composto da alcuni dei migliori strumentisti italiani del momento: Enrico Zanisi al piano e synth, Dan Kinzelman ai sassofoni e clarino ed Enrico Morello alla batteria. A tre anni di distanza dal debutto “Ellipses”, ritroviamo il quartetto con “Kon-Tiki”, pregevole album nel quale hanno raccolto nove brani inediti firmati dal contrabbassista che nel loro insieme condensano tutta l’esperienza accumulata in questi anni. Rispetto al precedente legato ad un’estetica prettamente elettronica, questo nuovo lavoro evidenzia una importante crescita tanto dal punto di vista della ricerca sonora, quanto da quello compositivo che si riflette in brani più aperti alle improvvisazioni dei vari strumentisti. Accolti dalla copertina, opera dell’artista spagnola Pilar Cossio, il disco durante l’ascolto svela un sound, ormai lontano dai riferimenti musicali americani, caratterizzato da atmosfere e spaccati cantabili di grande forza evocativa, come dimostra l’iniziale “Verso rosso” o quel gioiello che è “14 Agosto” in cui brilla l’affascinante linea melodica con Zanisi che si divide tra pianoforte e sintetizzatori, assecondato magistralmente dal clarinetto di Kinzelman. Se “Rings” si dipana tra le atmosfere sintentiche delle prime battute ed una sontuosa parte acustica in cui protagonista è ancora Kinzelman questa volta al sax tenore, la successiva “Auf Wiedersehen” colpisce per la trama eterea del pianoforte che ci schiude le porte ad un crescendo corale di puro lirismo. La complessa trama ritmica di “Withe” e la trascinante “El Dorato” ci introducono prima ai ritmi spezzati di “Alabama” e poi alla superba “Underground Railroad” che rappresenta, senza dubbio, il vertice assoluto del disco. La poesia quasi mistica di “Onde” suggella un album notevolissimo che non mancherà di rapire letteralmente gli ascoltatori più attenti. 


Salvatore Esposito
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