Valentina Casesa – Orior (Almendra Music, 2016)/Oderigi Lusi – Presso il vecchio castello di Avella: Quattro visioni per piano solo (Da Vinci Edition 2016)

“Orior”, recente pubblicazione Almendra Music, si concentra ancora una volta sul pianoforte continuando un’indagine dello strumento tanto personale quanto diversificata, che ha sempre e comunque a cuore un’innata comunicabilità. Dopo le “esplorazioni” per pianoforte e pianoforte preparato di Giovanni di Giandomenico, ora, anche Valentina Casesa ci offre un gradito saggio della sua sensibilità musicale. Seppur breve, il debutto della compositrice, pianista e direttrice di coro palermitana valorizza con grande equilibrio le potenzialità timbrico/melodiche dello strumento con un risultato d’ascolto molto gradevole, raffinato e mai banale che rivela la sua esperienza come compositrice di musiche per immagini e danza ma anche opera, tra cui ricordiamo “Perceptions” in onore di Sofia Gubaidulina e “Aspettando Violetta”, in memoria delle vittime della strage di Bologna il 2 agosto 1980. La musica di “Orior” dal latino nascere, cominciare, suggerisce e suscita immagini, sensazioni rievocate dal suono che riveste qui un’importanza centrale; spazi, pause e risonanze hanno infatti una decisiva valenza emotiva sia nei momenti più introspettivi che in quelli più impetuosi di “Untitled#1” o “Saracina [Take 2]” per esempio. “Orior” non è un disco, bensì l’unione di punti situati in varie parti del tempo e del globo terrestre, per cercarne come un’essenza comune; così, Valentina Casesa introduce il suo lavoro che effettivamente somiglia molto a un viaggio inteso sia come rievocazione di luoghi ed emozioni attraverso la musica, che come effettivo percorso diretto, “live in studio” a partire da spunti e idee sonore sino a svelare poi un risultato completo, omogeneo e per molti versi rivelatorio, ponendosi effettivamente come preludio a un nuovo imminente passo che segue una nascita… Attendiamo con molta curiosità. 
La nostra parentesi dedicata al “pianoforte” in questo nuovo numero di Blogfoolk, non ha certamente dimenticato di includere anche “Presso il vecchio castello di Avella: Quattro visioni per piano solo”, un omaggio del pianista e compositore campano a un luogo ricco di fascino e depositario di curiose memorie personali. Sin dall’infanzia, Lusi era solito avventurarsi con gli amici presso il castello di Avella emozionandosi alla vista di quelle antiche pietre e di quegli spazi, perfetti per nascondere ipotetici tesori, smuovendo fantasie e pensieri di bambini. Questa particolare sensazione non è mai svanita del tutto tornando frequentemente ancora oggi alla visita solitaria del “vecchio di pietra”, come è solito chiamarlo il musicista… Anche “Presso il vecchio castello di Avella” è proprio questo, un omaggio musicale a un luogo intimamente legato al suo autore, che, attraverso quattro “visoni” appositamente denominate e comunicanti, rivive, trasforma emozioni e memorie in suono, aspetto in comune, se vogliamo, con il lavoro di Valentina Casesa. La magia, il senso di inquietudine, quasi di soggezione provocate dal luogo sono rese perfettamente mediante un linguaggio piuttosto articolato tanto sul piano tecnico, quanto su quello stilistico, che riflette la variegata esperienza di Lusi, allievo di Bacalov oltre che pianista per teatro, danza e installazioni di arte contemporanea. “Presso il vecchio castello di Avella” omaggia inoltre la Campania, una costante fonte d’ispirazione per molti lavori del musicista come dimostrano sia il recente “Sul Sentiero degli Dei” che la “Sinfonia Abellana” di prossima pubblicazione per la giapponese Da Vinci Edition che ha firmato inoltre anche “Presso il vecchio castello di Avella” con note di copertina del maestro Giulio Marazìa direttore d’orchestra, compositore e collaboratore di Lusi. Non è semplice rendere a parole la musica di Oderigi Lusi, ricca di influssi eppur estremamente personale, si consiglia un attento ascolto per comprenderne le più profonde sfumature. 


Marco Calloni.
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