Enrico Merlin & Valerio Scrignoli [electric guitar duo] – Maledetti (Area Music) (Musicamorfosi, 2017)

Raccontare chi siano gli Area oggi, significa in primis delineare il corso della musica italiana negli anni settanta, un bilanciamento perfetto tra ingenuità da una parte e geniali potenzialità dall’altra. L’urgenza creativa era molto spesso saldamente legata a un messaggio tanto forte e autentico da trasformarsi in parte integrante e “nutrimento” della musica stessa. Più di ogni altro l’ “International POPular group” e in generale l’esperienza della Cramps, fondata sul finire del 1972 a Milano da Gianni Sassi con Franco Mamone, Sergio Albergoni e Tony Tasinato, rappresentarono probabilmente l’esempio artisticamente più maturo e coraggioso di quegli anni. La loro proposta musicale, si distinse per la capacità unica nell’amalgamare i più disparati influssi: dal free jazz, alla musica elettronica e contemporanea al rock fusi, in modo assolutamente unico e inedito con la voce di Demetrio Stratos. Una tale varietà fu possibile proprio grazie all’incontro di musicisti differenti per esperienze, attitudini e modus espressivi, che riuscirono però a far incontrare i loro linguaggi in un miracoloso equilibrio da far invidia a chiunque. Paolo Tofani, Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi, furono (e sono) tutto questo con i fondamentali contributi di Patrick Djivas, poi nella Pfm e naturalmente degli indimenticati Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo. Va ricordato inoltre il centrale contributo dei molti musicisti coinvolti nei vari progetti tra cui: Walter Paoli, dal 2010 batterista ufficiale della formazione, Victor Busnello, Larry Nocella, Steve Lacy e Paul Lytton, tra i molti… Questa lunga ma doverosa premessa è utile per delineare il background storico di “Maledetti (Area Music)” , il coraggioso progetto di Enrico Merlin e Valerio Scrignoli edito da Musicamorfosi. Alle orecchie di un comune mortale forse sembrerà impossibile, persino quasi folle immaginare la musica degli Area “pensata” per due chitarre elettriche, eppure, Merlin (1964) e Scrignoli (1960) musicisti diversi per esperienze e attitudini, hanno accettato la sfida gettandovisi a capofitto. Qui non ci troviamo davanti a fedeli esecuzioni o semplici cover, ma a elaborazioni personali che partono e si sviluppano dai brani originali trasformandoli in spunti per nuovi orizzonti creativi germogliati dalla musica dei “nostri”. “Maledetti” non rincorre palesi (ma più che giustificati) desideri di rievocazione, qui solo velatamente soddisfatti, in sintesi, non ritroverete la “Mela di Odessa” nota per nota e neanche “Luglio Agosto Settembre (Nero)” oppure la splendida “Wodka Cola”; qui linee e scorci degli arrangiamenti originali rimangono assumendo però nuova vita e trasformandosi in un’ulteriore ed attiva possibilità , diremmo una reinvenzione. L’idea è sicuramente singolare e di grandissimo coraggio, discostandosi inoltre da un prevedibile progetto tributo. In definitiva, la musica degli Area può aprirsi a un’elaborazione di questo tipo sino a travalicare una concezione tanto consolidata? Azzardo o nuova possibilità? Questioni e interrogativi certamente provocatori che potranno forse solleticare noi e voi ascoltatori, insomma, non rimane che addentrarsi in “Maledetti” per ribadire o confermare tali ipotesi. Audace. 


Marco Calloni
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