Occitanas – Occitanas (Autoprodotto, 2016)

Il progetto Occitanas nasce nel 2014 dall’idea del leader dei Lou Dalfin, Sergio Berardo, di dare vita ad un large ensemble orchestrale al femminile unico nel suo genere nel panorama della musica d’Oc e questo non solo per la sua peculiare composizione, ma anche dal punto di vista dell’impatto scenico con l’utilizzo strumenti classici al fianco di quelli tradizionali. Protagoniste di questa avventura, sono ventidue strumentiste provenienti dalle Valli Occitane italiane: Erica Molineris (voce), Simonetta Baudino (ghironda e organetto diatonico), Isabella Puppo (arpa), Marianna Giraudo (flauto traverso e ottavino), Alessia Martinengo (flauto traverso), Beatrice Spalenza (flauto traverso e ghironda), Laura Bagnis (zufoli e ghironda), Flavia Barale (galoubet e ghironda), Nadia Manera (galoubet), Manuela Mattalia, Maura Mattalia, Alice Schellino, Margherita Scellino, Magalì Ravera, Elisabetta Atzeni (organetto diatonico), Doris Beatovic, Marcella Scalvini, Michela Graziano, Martina Maccario (violino), Marzia Cavallo (ukulele), Agnese Valmaggia (batteria e cajon), alle quali si aggiunge Fabrizio Carletto (basso) e gli ospiti Fabrizio Barale (chitarre elettriche e suoni), Nives Orso (flauto), Paola Lombardo (voce), Giuseppe Quattromini (chitarra) e Simone Campa (tamburi a cornice). Dopo un intenso rodaggio dal vivo durato quasi due anni, le Occitanas hanno dato recentemente alle stampe il loro primo album omonimo, nato con la produzione dei già citati Fabrizio Carletto, già al fianco di Michele Gazich e Massimo Priviero, e Fabrizio Barale. Registrato nell’estate del 2016 presso lo Studio Piave 34, il disco raccoglie quindici brani, per lo più tradizionali provenienti dal repertorio occitano con qualche incursione nelle danze dei Paesi Baschi, tutti caratterizzati da un suono caldo ed avvolgente e da arrangiamenti orchestrali curatissimi che restituiscono integra l’energia e la potenza di suonatori che un tempo animavano le feste nelle Valli. Aperto dal chapelloise “La dança de l’ors” il disco ci regala subito uno dei suoi brani più intensi e suggestivi con il valzer “En Calant de Cimiez”. Le danze si aprono con la successiva “Borrèia mauresca-Borreia de S. Savuier” una travolgente borrèias a due tempi a cui seguono in successione la splendida polka tradizionale della Val Clauzon “La maire e la filha” e la “Giga Vitona” della Val Varacha. Non mancano il balèt “”Balen ben Ihi fois de Frisse” e la mazurca “Lo pichon trin””, così come particolarmente coinvolgenti ci sembrano il rondèu “Nuech dis la vila” e quel gioiello che è lo scottish “Aquì Carnival” con l’arrangiamento di Sergio Berardo. La courenta “Le belle se mardinano/Jan d’la Rivella” ci conduce verso la conclusione dove a spiccare sono la “Borrrèias a 3 temps”, il valzer “Lo Diable”, il circle “Ploretza filetas dal vilatge” e “Famous Wolf” di Nigel Eaton. Come ogni disco occitano che si rispetti anche questo di chiude con l’anthem “Se Chanto” in una versione assolutamente deliziosa impreziosita dalla straordinaria performance vocale della Molineris. Insomma quest’opera prima delle Occitanas è una gran bella sorpresa, e ci auguriamo davvero che possa avere tutto il successo che merita. 


Salvatore Esposito
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