Bilja Krstić & Bistrik Orchestra – Svod (Arc, 2017)/Džambo Aguševi Orchestra – Brass Like It Hot (Arc, 2016)

Due recenti album dell’attivissima label inglese ci portano nel suono ‘impuro’ dei Balcani. Il primo lavoro è una sorta di antologia del repertorio di Bilja Krstić, magnifica vocalist di Niš (classe 1955). Dopo una lunga carriera pop che le ha dato visibilità e successo, si è rivolta alle folk songs, parte del suo vissuto fin da piccola. È iniziato uno scavo nel patrimonio canoro folklorico di Serbia, Kosovo, Bosnia, Macedonia, Valacchia, Bulgaria, Ungheria, terre dai confini culturali labili, terre di passaggio e di incroci, malgrado i proclami nazionalisti. Dopo aver formato l’orchestra Bistrik, nel 2001, e dato alle stampe due dischi ,“Bistrik (2001) e “Zapist (2002), Bilja è entrata nel circuito world più di dieci anni fa con il suo terzo disco, “Tarpoš” (Intuition, 2007); più recentemente ha inciso “Izvorište” (2013), raccolta di canti a cappella. Ora, è la volta di “Svod. Traditional Songs from Serbia and the Balkans”, lavoro che raccoglie brani pubblicati negli album precedenti: nove canzoni e uno strumentale in chiusura, un mazzo di belle canzoni illuminate dal timbro splendido, cristallino da contralto di Bilja. Con lei l’affiatata orchestra di otto elementi (piano, tastiere, violino, chitarra, tambura, basso, percussioni, cori) che accompagna e arrangia con dosata e versatile maestria, sfiorando qua e là morbidezze pop e innestando passaggi jazzati. In più, ci sono gli ospiti, i quali si inseriscono con i loro strumenti (fisarmonica, violino, contrabbasso, tapan, zampogna, lauta, sargija, sax, chitarre, oboi popolari) apportando verve strumentale. 
Nel programma svettano “Smilj Smiljana”, una canzone tradizionale della Serbia meridionale, intonata alle feste primaverili, la dolente sevdalinka bosniaca “Evo srcu mom’s radosti”, la canzone d’amore rom “Chaje sukarije” (“Bella ragazza”), resa celebre dalla compianta Esma Redžepova, il canto nuziale kosovaro “Svu noć mi bilbil prepeva”. Da Strumica, Macedonia, arriva baldanzosa e irresistibile la Džambo Aguševi Orkestar, che incarna la nuova generazione di fiatisti balcanici. Fiati (quattro trombe, tuba, corno tenore) e percussioni (batteria e tamburo bipelle) a tutta forza, con ospiti a sax, fisarmonica ed elettronica, sotto la guida del virtuoso, pluripremiato trombettista Džambo Aguševi, classe 1987, che già a undici anni soffiava inarrestabile al festival delle fanfare serbo di Guča, sotto la guida di papà Cemal e di zio Koco. In Italia, oltre che in giro per festival world, li abbiamo visti in scena con Nino D’Angelo al San Carlo per “Memento Momento” di Roberto De Simone, Diversamente dalle tante altre fanfare che circolano, la DAO mette insieme gypsy music, jazz latino, swing, flamenco, ritmi in levare e istanze sonore world. Quattordici brani in scaletta: lasciatevi inondare dal mélange inarrestabile e dall’imprevedibilità del combo macedone.


Ciro De Rosa
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