martedì 6 settembre 2016

Festival Itinerante e Concertone de La Notte della Taranta, Comuni della Grecìa Salentina (Le), dall’ 8 al 27 Agosto 2016

Altre note positive sono arrivate dalla serata del 14 agosto a Lecce con il doppio concerto dell’Orchestra Popolare Etnica del Gargano e dell’Orchestra Popolare de La Notte della Taranta e dalla Notte delle Ronde con la Compagnia di Scherma Salentina per la Festa di San Rocco a Torrepaduli il 15 agosto. Il 27 agosto, Melpignano ha ospitato il Concertone conclusivo de la Notte della Taranta che, quest’anno, ha visto Carmen Consoli, vestire i panni del Maestro Concertatore. Già ospite nel 2006, la cantantessa siciliana con la sua particolare sensibilità verso la musica tradizionale, si è dedicata anima e corpo alla costruzione degli arrangiamenti, insieme a Daniele Durante, scegliendo suoni eleganti ed allo stesso tempo sobri, ma soprattutto cementando via via la sua intesa con l’Orchestra nel corso dei vari mesi di prove. Per la prima volta da molto tempo, il Concertone ha avuto un suo concept di base, un’idea guida che ha segnato il passo anche nella scelta di incentrare sull’universo femminile il suo tema centrale, scegliendo come ospiti Nada, Tosca, Fiorella Mannoia, Buika e Lisa Fisher. Insomma, si è avuta la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la musica tradizionale salentina per essere valorizzata non ha bisogno di grandi nomi del pop alla ricerca di passerelle, ma piuttosto di Artisti con la A maiuscola in grado di comprenderne e amarne l’unicità. A velare di tristezza la serata è stato il grave terremoto che la notte del 24 agosto ha colpito il Centro Italia ed in particolare Amatrice, Accumoli e Acquara del Tronto,
e per il quale ha preso vita una raccolta fondi partita dagli artisti sul palco che hanno devoluto i loro compensi alle vittime del sisma e proseguita con i salvadanai posti in diversi punti del Piazzale degli Agostiniani. Anche per questa iniziativa non è mancata la scia di commenti e critiche che non ci sentiamo in alcun modo di condividere, tanto più che l’eventuale e paventato rinvio per la proclamazione del lutto nazionale, avrebbe rappresentato un problema di ordine pubblico di difficilissima gestione. Mentre il sole era ancora alto su Melpignano, il pre-concertone ha preso il via con il set del Coro Made In World, un ensemble di voci e percussioni composto da giovani rifugiati e richiedenti asilo provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, diretto da Ettore Romano. Ascoltarli reinterpretare le pizziche della tradizione attraverso i loro stilemi percussivi e i loro melismi locali, e vederli ballare ha significato toccare con mano il frutto dell’integrazione ed del dialogo tra tradizioni musicali diverse. A seguire gli Armonauti, già apprezzati nel corso dell’ultima edizione di Musica Nelle Aie, hanno regalato al pubblico una performance travolgente nel corso della quale hanno spaziato dalle musiche da ballo dell’Appennino Centrale al blues fino a toccare un omaggio alla tradizione salentina, con la complicità del tamburo a cornice e della voce di Antonio Melegari.
Mistico, intenso ed ipnotico è stato poi il set di Antonio Infantino, accompagnato da una formazione di giovani percussionisti e suonatori di cubba cubba, nonché dalle danze della Compagnia Tarantarte di Maristella Martella e dalla voce di Enza Pagliara. La performance celebrativa del vent’anni di attività dei Nidi d’Arac, con la partecipazione di alcuni ospiti come Rocco De Santis, Vera di Lecce, Anna Cinzia Villani e la straordinaria violinista H.E.R. ci ha condotto verso il Concertone con una selezione di brani dal loro nuovo album “It-Aliens” e qualche incursione nel repertorio precedente. Mentre i tecnici si adoperavano per il cambio palco, è stato proiettato il cortometraggio di Paola Verardi “Kalinifta. Storie di morsi e di rimorsi” con protagonista Cici Cafaro, storico poeta e cantore della Grecìa Salentina e le testimonianze di alcuni ospiti del Concertone dello scorso anno. Un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto con tutta l’Orchestra sul palco, e pochi minuti dopo la ronda con voci e tamburi a cornice ha aperto la seconda parte della serata con una trascinante “Pizzica Di Aradeo”, seguita da una intensa interpretazione di “Fimmene Fimmene” di Enza Pagliara. La musica sul palco, sembra, alleviare per un momento la malinconia per il dramma del sisma, e le notizie che man mano si susseguono aggiornando il numero delle vittime.
I tamburi a cornice ritrovano la loro funzione liberatoria, terapeutica, le voci si sciolgono nel canto esorcizzando il dolore che incombe sull’esistenza umana. Ai piedi del palco, ci fermiamo ad osservare il pubblico che man mano viene rapito dalla musica, si fa più attento e la frenetica ricerca del divertimento a tutti i costi lascia il posto all’ascolto. Si balla e non potrebbe essere diverso quando il ritmo si fa più intenso, ma quando bisogna ascoltare lo si fa con consapevolezza, come nel caso di “Presa Di Coscienza”, struggente poesia di Rina Durante messa in musica da Daniele Durante che ha accompagnato alla chitarra la bella interpretazione vocale di Carmen Consoli. Sempre i duo ma questa volta con l’orchestra al completo la cantantessa e lo storico fondatore del Canzoniere Grecanico Salentino hanno proposto la “Questione Meridionale”, le cui parole suonano ancor più attuali, mentre i notiziari si arricchiscono di polemiche su ciò che si poteva fare e non si è fatto per prevenire la distruzione del sisma nei paesi dell’epicentro. Ninfa Giannuzzi ci porta nel cuore della tradizione grika con la bella “Ela Mu Kunda”, mentre il talentuoso Luigi Marra, una delle scoperte più belle di questa edizione de La Notte della Taranta, ci regala una bella versione de la “Pizzica di Cosimino”. I canti di Carcere interpretati magistralmente da Tosca, prima ospite della serata, ci introducono alla bella sequenza con la pizzica “Quant’Ave”,
l’omaggio a Uccio Aloisi di “Vorrei Volare” con protagonista la voce antica di Giancarlo Paglialunga, e ad una sempre divertente “Zumpa Ninella” con solista l’istrionico Antonio Amato. Ciò che colpisce degli arrangiamenti è come si sentano distintamente tutti i suoni, i superbi fiati di Nico Berardi, gli eleganti mantici di Roberto Gemma, le corde di Gianluca Longo e Attilio Turrisi, e poi che dire della ritmica con le percussioni di Alessandro Monteduro e la batteria di Antonio Marra, ad assecondare i sonagli dei tamburi a cornice. Il cambio di passo si avverte e le sonorità indefinite e sterilmente ibridate sono ormai un lontano ricordo. Nada intenerisce il cuore con la sua eccellente interpretazione del tradizionale griko “Aremu”, e in modo impeccabile Fiorella Mannoia rilegge “La Cardilleddha”, ma una delle sorprese più belle della serata arriva con le voci maschili alla stisa in “La Carmina” dal repertorio di Niceta Petrachi e dedicata ovviamente al Maestro Concertatore Carmen Consoli che li ascolta rapiti, prima di riprendere a guidare l’orchestra nel canto di carcere “La Ceserina”. Seguono ancora la pizzica “Me Tramula Lu Core” con la voce solista di Antonio Castrignanò, “Cammina Ciucciu” interpretata da Alessia Tondo e la “Pizzica di Copertino” con protagonista Alessandra Caiulo, prima di giungere alla brava Lisa Fisher che si misura con una non facile “Tonni Tonni” impreziosita da solo di chitarra elettrica di Roberto Roccaforte.
L’intreccio tra archi e mantici impreziosisce l’appassionante arrangiamento di “Pizzica di San Marzano”, “Sale” vede di nuovo protagonista la voce di Giancarlo Paglialunga. Altro momento topico della serata è “Ntunucciu” nella quale la voce di Buika commuove un po’ tutti per impegno e trasporto nell’interpretazione. La spensierata melodia di “Ni Nde Sciamu” e l’immancabile “Aria Caddhipulina” cantata da Antonio Castrignanò, ci schiudono le porte prima alla bella rilettura de “Lu Ruciu Te Lu Mare” di Carmen Consoli accompagnata dalle voci dell’Orchestra, e poi alla struggente “Giurnu De Venerdia” cantata da Tosca. L’omaggio alla Focàra di Novoli con il suggestivo strumentale “Fuecu” firmato da Daniele Durante ci accompagna con il tuo travolgente crescendo verso l’ultima parte del concertone dove a spiccare sono “Malachianta”, interpretata da Nada, il divertente arrangiamento de “Lu Zinzale”, ispirato alla canzoncina dello Zecchino D’Oro “C’era una zanzara in abito da sera” e cantata da Fiorella Mannoia, “Pizzica Di Torchiarolo” e “Monacu Te Milano” rispettivamente con le voci di Buika e Lisa Fisher, e le conclusive “Pizzica Degli Ucci” e “Kalinifta”. In conclusione non possiamo sottolineare la passione, il rispetto e la dedizione con la quale la Consoli ha diretto il Concertone, riportando alla luce insieme a Daniele Durante, il senso profondo della tradizione salentina. L’edizione 2016 va, dunque, agli archivi come un primo passo verso un ripensamento di questo festival che, mai come quest’anno, aveva bisogno di allontanare da sé l’atmosfera sanremese. Non ci hanno convito, ma c’era da aspettarselo, le coreografie spesso poco rappresentative nella loro tensione continua all’appeal televisivo. Sarà questo uno dei punti da sviluppare con maggiore attenzione per il prossimo anno, magari, lasciando da parte i coreografi di grido, per valorizzare le eccellenze locali e i danzatori tradizionali.



Salvatore Esposito

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