venerdì 8 luglio 2016

Hubert von Goisern – Federn (Capriola/Sony Music Germany, 2016)

Eclettico musicista e cantautore austriaco, originario di Bad Goisern, cittadina dello Salzkammergut, Hubert von Goisern al secolo Hubert Achleitner vanta un peculiare percorso artistico speso tra gli studi all’Università della Musica di Vienna, i tanti viaggi in giro per il mondo dal Sud Africa, dove emigrò a vent’anni per lavorare come assistente di un laboratorio chimico, al Canada, dal Tibet alle Filippine, dall’Africa al Sud America fino a toccare gli Stati Uniti, e tante collaborazioni musicali come quella con Wolfgang Staribacher che fruttò il disco “Alpine Lawine” pubblicato per la CBS. Passato attraverso tante esperienze musicali come quella con gli Alpinkatzen, e le varie collaborazioni per il cinema, von Goisern nel corso della sua carriera ha dato alle stampe oltre venti album tra cui meritano una citazione l’ottimo “Trad” nel quale rileggeva i canti della tradizione musicale austriaca, il doppio live “Ausland” ed il più recente “Entwederundoder” del 2011. A tre anni di distanza dal live “Im Jahr des Drachen”, il cantautore austriaco torna con “Federn”, ventunesimo album in carriera, nel quale ha raccolto quindici brani tra riletture e composizioni originali che, nel loro insieme, compongono una inaspettata intersezione tra la musica tradizionale austriaca e quella americana. Se a prima vista potrebbe sembrare un azzardo senza precedenti, ed una scommessa già persa in partenza, andando a fondo si scopre come si tratti di un album frutto delle esperienze musicali stratificatesi nel corso degli anni nella carriera del cantautore austriaco. “La mia esperienza mi dice che la musica può effettivamente aiutare a costruire ponti. C’è così tanto terreno comune”, sottolinea lo stesso van Goisern riflettendo sull’importanza del dialogo tra le diverse tradizioni musicali. Il desiderio di rileggere attraverso l’american music la tradizione musicale alpina, ha però radici ancor più profonde e lontane nel tempo, in quanto già ai tempi degli Alpinkatzen, von Goisern aveva aperto una breccia in questo senso, combattendo contro l’ottusità di certi nazionalisti austriaci: “La mia passione per le altre tradizioni musicali mi ha fatto riflettere sul rifiuto che ho avuto ad un certo punto per quella mia. E 'stato durante il mio soggiorno nelle Filippine, che ho deciso di decostruire la musica alpina per darle una nuova prospettiva. Una delle nostre parole d'ordine allora era: cerchiamo di strappare la Lederhosen ai nazisti”. Si tratta, infatti, di un lavoro assolutamente coinvolgente e ben congegnato, e non è un caso se a pochi mesi dall’uscita sia stato premiato con ben due dischi d’oro. Registrato a Salisburgo tra il dicembre del 2013 e il dicembre del 2014 il disco vede Hubert von Goisern (armonica, chitarra acustica, glocken, klavier, theremin, es-horn, armonica, maultrommel, gesang) accompagnato da Alexander Pohn (batteria, percussioni, marxophon, cori), Helmut Schartmüller (basso, cori) a cui si aggiungono gli ospiti Steve Fishell (pedal steel, lapsteel, dobro), Louis Ribeiro (percussoni), Wolfgang Staribacher (organo, klavier), con l’aggiunta dei cori di Maria Moling, Tanja Mazurek, Farina Miss, Andrea Graff. Aperto dal rock-blues militante di “Snowdown” in cui rende omaggio all’opera della gola profonda Edward Snowden, il disco entra subito nel vivo con la travolgente rilettura in chiave zydeco del tradizionale alpino “Stoansteirisch” a cui seguono la sorprendente riscrittura di “Jambalaya” di Hank Williams in “Es Is Wahr” e quella di “Amazing Grace” in “So a Segen” in cui spicca il bell’intreccio tra fisarmonica e corde. Le brillanti composizioni autografe “Wie der wind”, “Am Hell-licthen Tag” e “Schnaps” aprono la strada alla gustosa “Blue Monk” di Thelonious Monk che rivive in “I bin ganz alloan”. La trascinante “Alle 100 Jahr” ci schiude poi le porte prima alla traduzione del traditional americano “Corrina Corrina” che in tedesco diventa “Des kann's nit sein” e poi alla riscrittura di “I Cant’ Find My Way Home” dei Traffic di Steve Winwood che nella versione di von Goisern diventa “Neama vü Zeit”. Completano il disco “I kann wieder fliagn”, il travolgente traditional “Singa gang guat” e la pianistica “Deux petites melodies”, titoli di coda in poesia per un lavoro da ascoltare con grande attenzione. 


Salvatore Esposito

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