La Piva Dal Carnér, Serie II, n.13, Giugno 2016

Il numero 13 de La Piva Dal Carnér si apre con l’importante novità rappresentata dal gemellaggio con la rivista “Utriculus”, sancito da un protocollo d’intesa con l’associazione guidata da Antonietta Caccia e dalla pubblicazione degli indici dei primi quattro numeri della nuova serie. Particolarmente interessante è come sempre la Tribuna aperta dall’intervento di Marco Bellini il quale propone il suo personale punto di vista su come si intende o si debba intendere, oggi, la musica tradizionale, in una fase culturale segnata da una percezione confusa della cultura popolare, ed anche alla luce del confronto riportato sui numeri precedenti sul fenomeno della Notte della Taranta. Si prosegue il resoconto di Paolo Nardini di una positiva esperienza laboratoriale realizzata in Maremma con la collaborazione di varie istituzioni locali come l’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana. La sezione Piva propone un prezioso ed illuminante contributo di Daniele Bicego che illustra dettagliatamente, anche attraverso le foto e i disegni di Ferdinando Gatti, una müsa conservata al National Museum of Scotland di Edimburgo all’interno della collezione Fraser e resa nota da “Bagpipes” di Anthony Baines. Fotogra e (compresa quella di copertina) e disegni di Ferdinando Gatti facilitano l’indagine descrittiva di questo strumento musicale. Particolarmente ricca è la sezione Contributi con una esaustiva ricerca storico-musicale di Rinaldo Doro incentrata sulle presenze musicali nel Canavese, e due articoli di Anna Ferrari e Brunetta Partisotti, rispettivamente dedicati ad una lettera che Didimo Ferrari (il commissario politico “Eros” della 44a Brigata Garibaldi) inviò alle figlie per spiegare loro una tecnica musicale che aveva adottato nel 1931 per fare propaganda antifascista, una nota biografica su Albo Partisotti, il “Principe”, autore del testo della canzone “Bel partigiano”. “Non Solo Folk” raccoglie il racconto di Franco Piccinini dedicato a Gino Bassi, diffusore della stampa comunista clandestina, che issò una bandiera rossa sulla ciminiera dello “Stabilimento Calce e Gesso” di Ventoso di Scandiano, ed il ritratto della staffetta partigiana della Val d’Ossola, Zaira Veratti di Paolo Vecchi e Paolo Simonazzi. Completano il numero la recensione di Giancorrado Barozzi del volume “La lucertola con du’ code” di Florio Carnesecchi e una nota bibliografica di Alessandro Bencistà, direttore della rivista “Toscana Folk”. 


Salvatore Esposito
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