Gianluca Longo - Aubergine (Autoprodotto, 2015)

Figlio di una cantrice di cunti e nipote di un noto barbiere e mandolinista di Torchiarolo (Br), Gianluca Longo è uno specialista delle corde ed in particolare della mandola, e ben noto per essere non solo uno degli strumentisti di punta dell’Orchestra de La Notte Della Taranta, ma anche per le tante collaborazioni che hanno caratterizzato il suo percorso artistico, dalla direzione dell’Orchestra Popolare Abruzzese della Transumanza alle diverse colonne sonore per il cinema ed il teatro. Dopo aver debuttato come solista nel 2008 con “Danzalaterra” nel quale rileggeva alcuni brani tradizionali, lo ritroviamo con “Aubergine” disco che lo vede debuttare come autore, mettendo in fila dieci brani strumentali autografi, che spaziano attraverso generi differenti dalla rumba balcanica al tango, dal valzer francese alla musica cortigiana fino a toccare l’ambient e il minimalismo contemporaneo. Per comprendere il senso di questo lavoro è bene citare quanto scrive lo stesso Longo nella presentazione: “Aubergine cammina tra volti, cercando. Ha girato il mondo, rincorrendo suoni di corde. Sorride malinconica, sa dove si fermerà. Aubergine è nata in primavera. Cammina a piccoli passi e si svela pian piano, in questa estate 2015, senza fretta”. Si tratta, dunque, di una sorta di diario di viaggio che ha preso vita man mano, mescolando ispirazioni e suggestioni differenti, fino a comporre una narrazione musicale unitaria, al cui ascolto va dedicata grande attenzione per coglierne ogni sfumatura. Ad aprire il disco sono i profumi speziati ed intensi di “Seyahat” che con le sue sonorità orientali ci conduce prima al sinuoso “Valzer di Augbergine” e poi al passionale “Tango Viola”. Le sorprese non finiscono perché dalla tradizione salentina arriva dritto la bella riscrittura di “Beddha Ci Stai” che fa da preludio alla trama elegante di “Qubo” che si apre lentamente in tutto il suo fascino, ed alle evocazioni poetiche de “In Tempo”. La trascinante “Pizzica e Fuoco” ci conduce verso il finale con la deliziosa “Luna, sole e terra” ed il bozzetto “Secrets”. L’appassionata “Lovers” suggella un disco di grande fascino che non mancherà di appassionare coloro che vi si avvicineranno.  


Salvatore Esposito
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