Ema Yazurlo & Quilombo Sonoro - Ema Yazurlo & Quilombo Sonoro (Agualoca, 2016)

Due anni fa è uscito il corroborante “Musika y Amor”, ora suoniamo a tutto volume il nuovo album del musicista argentino, già leader dei La Zurda, che sono stati tra i protagonisti di quell’ondata estetica post- “Sandinista” dei Clash, influenzata dal suono dei Mano Negra, che ha preso decisamente piede in quella parte di continente latinoamericano, con band come Karamelo, Los Fabulosos Cadillacs, Bersuit. Visto in passato accanto a quotati produttori (Gustavo Santaolalla, Pablo Guyot, Alfredo Toht, Pablo Romero, solo per citarne alcuni), ma anche agli italiani Negrita, più volte in Italia, Ema Yazurlo è stato vincitore di diversi riconoscimenti latino-americani. Il combo elettro-acustico (voce, ronroco, cuatro, chitarra, fisarmonica, tastiere, programmazione, tromba, trombone, basso, percussioni e batteria) possiede la naturale propensione alla mezcla, a quella convivenza sonica che con formula di convenienza è stata denominata patchanka. Cosicché, in questo disco licenziato dall’etichetta world napoletana, il musicista porteño del barrio Haedo non abbandona le scelte sostanziali, presentando, oltre a brani già noti (“Vidita”, “Encende”, “Luz y sombra”, “Kien” “My life”, “Existe”, “Disculpas”), quattro nuove canzoni (“Sudestada”, “Salvame”, “Lucha amada”, “Sonido del mundo”), alcune delle quali si impongono come gli episodi più ispirati del disco, e una ghost-track. Insomma, una girandola di divagazioni stilistiche in undici tracce, a spasso tra cumbia, chacarera, rumba, rock e fiati latini, echi manuchaoeschi, sprazzi reggae ed elettronici. Global sound (con impronta identitaria) festaiolo, che si muove su più ritmi e che coinvolge. 


Ciro De Rosa
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