La Musica Nelle Aie 2016. Intervista con Aldo Foschini

A Castel Raniero, sulle colline che circondano Faenza da oltre un decennio, agli inizi di maggio, si tiene “La Musica Nelle Aie” una delle rassegne più originali della scena folk e trad italiana. Coniugando musica, natura e buona cucina, un gruppo di appassionati con coraggio, passione ed amore porta avanti questo festival che propone non solo un corposo cartellone di concerti, ma anche un contest che vede oltre venti tra gruppi e solisti esibirsi in contemporanea lungo un percorso di cinque chilometri. Abbiamo intervistato Aldo Foschini per ripercorrere la storia di questo festival e per presentare l’edizione 2016 che si preannuncia, come sempre, ricca di tanta musica.

Partiamo da lontano, come nasce “La Musica Nelle Aie”?
La nascita di Musica nelle Aie è molto particolare, ma soprattutto non ha un legame con la musica, in quanto prende origine da “Castel Raniero in Festa”, ovvero la festa di una piccola parrocchia sulle colline attorno a Faenza, nata quasi quarant’anni fa e caratterizzata soprattutto dalla corsa podistica che tuttora si svolge. “La Musica Nelle Aie” prende vita da un’idea di Pietro “Quinzan” Bandini, un contadino e musicista di Castel Raniero che, agli inizi degli anni 2000, pensò, in occasione della festa, di animare attraverso la musica un anello di cinque chilometri sulle strade di Castel Raniero, usato abitualmente dai faentini per fare delle camminate salutari. Ancora oggi insieme a "La Musica nelle Aie" viene mantenuto il nome storico "Castel Raniero in Festa".

Guardiamo ancora in retrospettiva. Come si è evoluto negli anni questo festival?
Dalle primissime edizioni nelle quali venivano ospitati per lo più musicisti locali, si è passati nel 2003 a definire La Musica nelle Aie come Buskers Festival, e a proporre un contest grazie anche alla preziosa collaborazione del MEI. Dal 2006 si è scelto di caratterizzare definitivamente “La Musica nelle Aie” come Folk Festival perché quello era il genere musicale che più si adattava al contesto, considerando questa musica sempre nell’accezione più ampia del termine. In questi anni sono state fatte diverse modifiche con il tentativo di migliorare sempre di più questa rassegna, ma ci teniamo a considerare come evoluzione più importante l'apprezzamento che anno dopo anno riceviamo da un pubblico sempre più numeroso.

Qual è lo spirito che caratterizza “La Musica nelle Aie” e quali gli obiettivi che perseguite?
Lo spirito che caratterizza “La Musica nelle Aie” è ben rappresentato dal nostro logo che comprende: il calice con il vino: a rappresentare l'enogastronomia ma soprattutto il concetto di festa, di convivialità; I pini che rimandano allo skyline di Castel Raniero ed all'amore per il territorio e il rispetto per l'ambiente; ed il violino che evoca la musica folk, quella che racconta “storie dal basso” e che fa ballare la gente insieme. Enogastronomia, Territorio, Musica Folk per noi sono tre concetti inscindibili e cercare di portarli avanti in armonia è di fatto il nostro obiettivo principale.

Quanto ha funzionato questo festival come catalizzatore delle realtà culturali del territorio?
Bisogna dire che “La Musica nelle Aie” nasce e cresce in una zona che dal punto di vista sociale e culturale è molto viva, quindi non sappiamo quanto possa essere considerato un catalizzatore, sicuramente c'è una buona collaborazione e un ottimo rapporto con diverse realtà culturali del territorio ma non solo.

Quali sono le difficoltà che avete incontrato negli anni?
La difficoltà principale è stata quella di conciliare le varie anime della festa, come per esempio mettere d'accordo chi dava più importanza all'aspetto enogastronomico e chi a quello musicale. Anche in questo caso l'apprezzamento della gente, il vedere che la festa funzionava bene ha sicuramente dato lo stimolo per superare i contrasti e andare avanti insieme. L'altro problema che ci preoccupa ogni anno è il meteo perché trattandosi di una festa che si svolge in maniera preponderante all'aperto e su un’area molto vasta il maltempo ci crea molti disagi. Per fortuna in questi anni è capitato poche volte di dover correre al riparo.

Come è finanziato il festival? Avete la collaborazione di enti pubblici e privati?
“La Musica nelle Aie” ha sia collaborazioni con gli enti pubblici che sponsor privati, per lo più di piccole dimensioni. Tuttavia le numerose spese necessarie per organizzarla, ricordiamo per esempio che tutte le strutture (stand gastronomici, palco, ...) vengono affittate e montate per l'occasione, non potrebbero essere coperte, senza le entrate garantite dagli stand gastronomici. Va considerato che l'ingresso è sempre a offerta libera, tranne al pomeriggio della domenica quando in occasione del concorso musicale chiediamo un contributo di 2 Euro tutti destinati in beneficienza.  

Festival e contest folk come si integrano queste due realtà?
Intanto il contest de “La Musica nelle Aie” non è uno dei soliti contest nei quali si chiede ai musicisti di salire su un palco e di proporre uno o più brani in un tempo limitato. Chi partecipa al contest di Musica nelle Aie sa che suonerà in contemporanea con altri gruppi (quest'anno 22) e che dovrà cercare di intrattenere il pubblico per almeno 4 ore, quindi sono necessari un buon repertorio e una buona capacità di coinvolgimento anche perché non si sa quando i componenti della giuria passeranno ad ascoltare e a giudicare. In questo modo è il contest stesso a diventare una festa, termine che nel nostro caso intendiamo come sinonimo di Festival.

Presentiamo il programma di quest’anno. Quali sono le principali novità dell’edizione 2016?
Da qualche anno si è scelto di seguire una linea: il giovedì ospitiamo sul palco un gruppo che fa musiche tradizionali ballabili, ed in particolare balfolk. Quest'anno ci sarà L'Orchestrona con la quale festeggeremo il trentesimo anniversario della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli,  una delle realtà folk più importanti con la quale abbiamo un ottimo rapporto. Il venerdì è la volta del gruppo che potremmo definire come folk-rock, ma in genere cerchiamo di scegliere formazioni che hanno già una discreta esperienza e possibilmente siano particolarmente bravi a coinvolgere il pubblico. Quest'anno saliranno sul palco di Castel Raniero, I Musicanti del Vento, gruppo calabrese che propone un folk pieno di vitalità e con tematiche socialmente rilevanti. Il sabato è dedicato all’headliner del Festival, ovvero all'artista più affermato. Quest'anno abbiamo il piacere di avere con noi Luca Bassanese, riconosciuto come il migliore artista per la salvaguardia della musica popolare italiana. A tal proposito ci piace segnalare una piccola curiosità: mentre noi stavamo considerando seriamente la possibilità di chiedergli la disponibilità a suonare a La Musica nelle Aie 2016, lui stesso si è proposto per la data del sabato. In conclusione, la domenica ospitiamo sul palco il vincitore dell'edizione precedente, e  quest'anno sarà la volta degli Swingari con il loro klezmer-swing. Oltre a questi concerti principali, ospitiamo anche altri gruppi: uno al sabato prima dell'headliner e uno domenica, in attesa di conoscere i vincitori del contesti. Quest’anno avremo con noi Spacca il Silenzio!, vincitori della sezione folk di un contest organizzato dalla Regione Emilia Romagna e del quale siamo partner, e La Leggera, un gruppo che propone musiche tradizionali del sud Italia e canti di lotta e di lavoro. Al sabato, all'ora dell'aperitivo in uno spazio diverso da quello centrale ospiteremo anche la Pneumatica Emiliano Romagnola che presenterà  il disco omaggio al loro fondatore: “ Zuffi – qualsiasi musica ma mai musica qualsiasi”. Da ultimo mi piace sottolineare come ciò che maggiormente distingue “La Musica nelle Aie” dai vari festival è che il contest che si svolge alla domenica pomeriggio, prevede ventidue gruppi collocati lungo un percorso di cinque chilometri.  Quest'anno, inoltre, per la prima volta saranno divisi in due categorie: una dedicata a chi esegue musica tradizionale (Premio Musica nelle Aie – Interpreti) e una a chi propone testi e/o musiche dei quali è autore (Premio Musica nelle Aie – Autori), oltre a questi due premi dallo stesso valore e importanza ci sarà un terzo premio assegnato dal pubblico.

Oltre ai concerti ed il contest. Quali sono le attività collaterali di “Musica nelle Aie”?
L'attività collaterale principale è senza dubbio la Classicissima di Castel Raniero, la corsa podistica non competitiva di undici chilometri da cui ha preso vita tutto e  che da un po' di anni è stata spostata al pomeriggio del sabato per permettere una migliore riuscita del contest alla domenica. Esistono alcune iniziative a carattere naturalistico a cura delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) allo scopo di far conoscere l'ambiente naturale circostante che a Castel Raniero annovera peculiarità botaniche come alcune orchidee selvatiche. Le stesse GEV offrono all'organizzazione de “La Musica nelle Aie” un importante contributo per la pulizia e il rispetto dell'ambiente. Tornando alla musica folk oltre al contest e ai concorsi proponiamo ogni anno un incontro a tema, quest'anno abbiamo pensato di organizzare una “Tavola rotonda sul Folk” attorno alla quale confrontare esperienze e pareri con un occhio di riguardo al folk in Romagna. A completare il tutto, c’è poi l’aspetto enogastronomico con stand gestiti direttamente da volontari che preparano e servono piatti della cucina romagnola.

Come avete scelto i gruppi che prenderanno parte al contest?
Per partecipare al contest c'è un bando che lanciamo a inizio dicembre e che scade a fine febbraio. La selezione viene fatta nelle prime settimane di marzo da alcuni componenti dell'organizzazione più o meno legati alla musica e a quella folk in particolare.

Musica, natura ed enogastronomia, sono queste le tre linee guida di “Musica nelle Aie”. Che cosa deve aspettarsi chi verrà a vedere il festival?
Deve aspettarsi tanta musica, tanta natura e tanta buona cucina, ma soprattutto di partecipare ad una grande festa che coinvolge generazioni diverse e gruppi sociali eterogenei.

Concludendo, quali sono le prospettive future del festival?
A noi piace fare un passo alla volta, per adesso pensiamo a La Musica nelle Aie 2016, per il futuro ci auguriamo di migliorare da tutti i punti di vista senza però stravolgere quello spirito.


Salvatore Esposito

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