Finaz – GuitaRevolution (Mojito Records/Materiali Sonori, 2015)

A distanza di tre anni dal sorprendente esordio solista “Guitar Solo”, Finaz ritorna con “GuitaRevolution”, disco che rappresenta la prosecuzione del cammino tracciato con il precedente, e nel contempo amplia il raggio d’azione della sua ricerca sonora. Come lascia intuire il titolo, l’approccio alla chitarra acustica del chitarrista di Bandabardò si è evoluto e rivoluzionato, e laddove nel disco precedente era la musica ad essere al servizio della chitarra, in questo nuovo lavoro la prospettiva si è invertita, complice un viaggio di Finaz a Cuba: “Suonare con i cubani e per i cubani mi ha rivelato una grande lezione. Ho imparato che ogni nota deve essere cantata e ballata: la musica tocca le corde giuste quando sa essere anche danza e canto”. In parallelo emerge anche la grande cura per il suono e l’uso degli effetti, e non è un caso che si spazi attraverso suoni insoliti e spiazzanti da atmosfere acustiche alla psichedelia fino a toccare cavalcate elettriche sorprendenti. Aperto dalle atmosfere balkan di “Finaz drom #3”, in cui spicca le trascinanti ritmiche elettroniche di Namoor e i cori di Erriquez, l’album spazia dalla travolgente “Better Alone” alla torrida rumba flamenco di “Springsong”, fino alle atmosfere rock di “Close to the edge”. Si prosegue con l’evocativa “Shadows and lights”, composta per la colonna sonora dello spettacolo “Laluce-atto IV” della compagnia sperimentale Kripton, e a cui segue la brillante versione di “Whole lotta love” dei Led Zeppelin impreziosita da un pregevole assolo finale. Se la solare “In The Sunshine” è un divertente reggae, la successiva “Gitanata” è un omaggio al gipsy-jazz di Django Reinhardt. Non manca uno sguardo verso la dance con “New Echoes”, e uno verso il rock colorato di suoni world di “Elettrica Danza”, ma il vero vertice del disco arriva con la floydiana “Night Flight” che ci conduce al finale con il folk di “Welcome To The Countryside”. Uscendo dai sentieri soliti della chitarra acustica “GuitaRevolution” è un disco vario ed allo stesso tempo ricco di belle intuizioni che non mancherà di entusiasmare gli appassionati della sei corde. 


Salvatore Esposito