giovedì 28 gennaio 2016

François Couture - La Buche. Musique and Cuisine Quebecoise Vol.1 (Disques Boghei Records, 2015)

Eclettico polistrumentista di base a Québec City nel Canada francofono, François Couture vanta un articolato percorso artistico che lo ha condotto negli anni ad esplorare diversi ambiti musicali dal folk all’ambient fino a toccare l’elettronica, e a pubblicare diversi album con l’etichetta Boghei Records tra cui vale la pena menzionare gli ottimi “Qallunak” del 2005 e “Ludovica” del 2006, il prezioso “Yahndawà” del 2011 dedicato ai nativi americani irochese dell’Ontario Wendat, e l’incursione nella lounge music con “Ground Cherry” del 2014. A distanza di un anno da quest’ultimo, Couture torna alla musica tradizionale con il primo volume di “Musique and Cusine Quebecoise”, disco nato dai suoi concerti presso La Buche, noto ristorante gourmet di Québec City, che ne ha anche sponsorizzato la realizzazione. Inciso con la partecipazione di Philippe Amyot (Violino e mandolino), Sylvain Neault (violino e mandolino), Rèjean Clouet (Accordion) e Frédéric Drouin (Bodhran, washboard e bones), l’album vede François Couture (chitarra, banjo) proporre quindici brani originali ispirati alla tradizione musicale del Quèbec. Si tratta di composizioni di grande fascino che hanno il pregio di ripercorrere le diverse influenze che caratterizzano le danze dell’area francofona del Canada spaziando da echi della tradizione irlandese a quella scozzese passando per le musiche da ballo francesi. L’ascolto rivela una scrittura raffinata, frutto della lunga esperienza in ambito folk di Couture, e della sua profonda conoscenza delle musiche legate alle varie aree del Quéc come Beauce, Malbaie, e Basse Côte Nord le cui melodie sono confluite in un originale mélange sonoro. Brano dopo brano, eleganti valzer come l’iniziale “La valse du pain dorè”, “La charine” e “En passant dessous la porte Saint-Jean”, si alternano a trascinanti marce (“La marche des perdrix”), ed irresistibili inviti alla danza nel caso delle cinque parti della quadriglia “Le quadrille du 49½ rue Saint-Louis. Non mancano una brillante giga “Slip jig du Caribou”, e due reel (“La patte me saute”, e “Hommage à Jean-Paul Beaulieu”), ma il vertice del disco arriva con le conclusive “J’m’en va farie mon marché” e “Réveil du printemps”, altri due appassionati valzer tutti da ascoltare. Sebbene la cucina tradizionale del Québec ci sembri qualcosa di più che una semplice sponsorizzazione del ristorante La Buche, ma piuttosto la parte di un concept che unisce musica e degustazioni, ci sentiamo di consigliare vivamente questo disco, magari nella speranza di fare un salto a Québec City per ascoltare Couture e mangiare un buon piatto tradizionale. 


Salvatore Esposito