Artisti Vari - The Ultimate Guide To Scottish Folk (ARC music, 2015)

"The ultimate guide to Scottish Folk" è la recente uscita dell'etichetta world ARC, la terza pubblicazione dopo analoghe raccolte di musica irlandese e spagnola. Si tratta di due Cd nei quali sono contenute 36 tracce selezionate con un occhio alla tradizione e uno alla contemporaneità: brani del repertorio scozzese suonati da interpreti che hanno fatto la storia della musica folk accanto a rielaborazioni echeggianti sonorità attuali; oltre a ciò, composizioni originali che guardano alla musica di tradizione come riferimento forte. Per svolgere l'arduo compito, l'etichetta ARC si è avvalsa della collaborazione della musicista, cantante e produttrice Mary Ann Kennedy, e la compilation ha il meritevole intento di presentare la musica folk scozzese in molti dei suoi aspetti. Data l'ampiezza e la complessità dell'obiettivo nonché l'ambizione del progetto -a partire dal titolo che suggella la raccolta-, è difficile valutare se il bersaglio sia stato centrato, tuttavia la panoramica presentata è molto ampia e propone una visione caleidoscopica con una selezione di musicisti tra i più validi e brillanti. Di sicuro non si può parlare di Scozia senza riferirsi a due cardini su cui la musica di tradizione si impernia, cioè la cornamusa, affiancata dall'arpa e dal violino, e l'antica lingua gaelica, la lingua dei popoli celtici. Come non evidenziare, ad esempio, la presenza del brano "Just for Seamus", composto da Gordon Duncan, uno dei più noti piper, che accosta la cornamusa alle percussioni elettroniche e di B'E Sud an Gille Truagh degli Ossian, una delle band protagoniste del folk revival? Tutti questi elementi, è pressoché inutile dirlo, sono presenti in ogni angolo della compilation in molte, diverse salse tra le quali tutti i palati troveranno pietanze gradite, dai sapori più forti o più delicati. In una così vasta raccolta aiuta l'alternanza di atmosfere diverse che, a volte creando gradevoli contrasti, tiene viva l'attenzione di chi ascolta: in apertura del primo CD troviamo "Intro to Hinba" dei Lau, trio innovatore della musica scozzese, uno strumentale in crescendo frenetico tra chitarra, fisarmonica e violino, a cui segue la dolcissima voce femminile della storica band Capercaillie in "Seinneam Cliù nam Fear Ur" sottolineata dal violino e, nel finale, dalla cornamusa. "Kansas city hornpipe" è un brano strumentale eseguito da Fred Morrison alla cornamusa, accompagnato da chitarra e banjo mentre il brano successivo "Bonnie Bessie Logan" è una tradizionale ballata dall'atmosfera intimista eseguita da Dougie MacLean per voce e chitarra. A seguire ancora un tradizionale: "The Bluebell Polka" eseguito alla fisarmonica da Sir Jimmy Shand, colui che fu un'icona della musica tradizionale scozzese, accanto a Zito the bubbleman, coinvolgente strumentale tradizionale rielaborato tra cornamusa, percussioni e tastiere dai Ceòlbeg. Alcune gemme preziose splendono nella raccolta: il tradizionale britannico "Reynardine" nell'arrangiamento e interpretazione di Archie Fisher, dalla voce calda, ne è un esempio. E questi brani costituiscono soltanto l'inizio del coinvolgente, appassionante percorso che si snoda in due e ore e mezza di ottima musica. Tra le figure femminili che rappresentano la musica scozzese in questa compilation compare una nutrita delegazione: la giovanissima Mischa McPherson nella dolce "Cha d'Fhuair min cada", accanto a Isla St Clair, cantante e performer nella solenne "Scots wha hae", accompagnata da percussioni e cornamusa e, ancora, Sheena Wellington, interprete della tradizione (che nel 1999 ha cantato alla cerimonia di apertura del Parlamento scozzese), voce sola nel brano di composizione originale The Tryst, un'altra piccola grande perla di questa raccolta. Ishbel McAskill interpreta il tradizionale gaelico "Thig an Smeorach" mentre le tre sorelle Mackenzie cantano una loro composizione: "Fighe le Feur" e Karine Polwart, cantautrice e compositrice tra folk e pop, propone I'm gonna do it all. Nondimeno belle voci maschili intervengono, come quelle dei cantanti Dick Gaughan e Mick West che riscaldano l'atmosfera. E, accanto alla tradizione uno sguardo al futuro con Nae regrets del prematuramente scomparso Martyn Bennett, a cavallo tra melodia e musica techno, antesignano della fusion tra musica celtica e composizione moderna, "Passing away" di Paul Mounsey che fa grande uso di campionamenti, i Saor Patrol che interpretano "Toom Tabard" con chitarre elettriche distorte. In "The Ultimate Guide To Scottish Folk"  gli innovatori si affiancano costantemente agli interpreti della tradizione, così troviamo "Sleep Maggie", rielaborata dal violinista canadese Ashley McIsaac, che accentua l'aspetto ballabile del brano interpretato dalla voce di Mary Jane Lamond, "Slàinte Mhath", strumentale, viene dai canadesi della Nova Scotia Brucie and the troopers mentre il violinista Aly Bain, considerato uno dei migliori interpreti della musica folk scozzese, ci allieta con il tradizionale "The day dawn", ennesima gemma inserita nella raccolta. In sintesi, uno dei punti forti di questa compilation è la sua ricchezza, rappresentativa dello stato dell'arte della musica scozzese a cavallo tra modernità e tradizione. Grandi cura e attenzione nella scelta dei brani: ognuno è stato selezionato con cura e profonda conoscenza della musica scozzese e porta il segno della qualità musicale. 


Carla Visca