Yuan Deng – Il Fiume e La Montagna (Felmay, 2015)

La cetra da tavolo è uno strumento ampiamente diffuso in Asia Orientale, ed in particolare nell’area che comprende Cina, Corea e Giappone. In particolare il guzheng cinese, il gayageum coreano e il koto giapponese condividono comuni caratteristiche, essendo sostanzialmente costituiti da una cassa di risonanza piatta e da corde. Il guzheng cinese ha una storia di oltre 2500 anni, essendo documentato nello Shiji (Registro della storia)del III Secolo a.C. il più antico testo ufficiale cinese, tuttavia ulteriori tracce risalenti di questo strumento si possono rivenire tanto nelle leggende della tradizione, quando nella letteratura che attribuisce a personaggi famosi o figure mitiche la sua invenzione. La versione standard del guzhengha una lunghezza che varia dai 120 ai 170 centimetri, e presenta ponticelli mobili spostati per variare l’accordatura. Dalla metà del Ventesimo Secolo si sono diffusi modelli con 18, 21 e 25 corde, ma la versione più comune è quella a 21 accordato in scala pentatonica semitonale con quatto ottave complete. La tecnica tradizionale prevede che la mano destra dell’esecutore pizzichi le corde, mentre la sinistra è utilizzata per cambiare l’altezza del suono, produrre il vibrato, ed altre sonorità simili variando la pressione sulle corde. Yuang Deng è una delle più talentuose suonatrici di guzheng, avendo cominciato lo studio di questo strumento all’età di sei anni ed avendo proseguito gli studi fino al conseguimento del più alto diploma per non professionisti. Dopo essersi laureata in ingegneria in Italia, dove ora risiede, ha intrapreso una intensa attività concertistica e con il disco “Il Fiume e la Montagna” ci propone una selezione di nove brani tradizionali cinesi, eseguiti per solo guzheng e che spaziano dall’impressionissimo della musica classica con composizioni che evocano fenomeni naturali e spaccati di vita quotidiana alle trascinanti suite ispirate dai repertori delle minoranze etniche cinesi. Proprio da questo corpus di brani arrivano l’iniziale “Dance of the Yao people (Yaozu wuqu)” composizione datata 1952 ed ispirata ad un canto alla vita degli Yao, comunità rurale del Sud Est della Cina, e "High mountains and flowing water (Gaoshan Iiushui)” dal repertorio della provincia di Zhejang la cui fluidità dello stile esecutivo evoca la maestà delle montagne e il potere dell'acqua. Si prosegue con la suggestiva “Heroic little sisters on the prairie (Caoyuan yingxiong xiao jieme)” originariamente composta nel 1973 come concerto per pipa e che nell’esecuzione della Deng esalta la trama narrativa che ne caratterizza la melodia, raccontando la storia di due giovani donne mongole che cercano di salvare un gregge di pecore. Se "Fisherman's song at dusk (Yuzhou chang wan)” è un canto di lavoro della regione di Shandong adattato per zheng nel 1930, la successiva "Spring dawn in the snowy mountains (Xueshan chunxiao)” è ispirata alla tradizione tibetana e al grande amore del suo popolo per la terra natia. La splendida "The blooming shandandan flowers shine bright red (Shandandan kaihua hongyanyan)” ci conduce alla scoperta della tradizione musicale delle province di Shaanxi e Gansu, mentre “Longing for normal (Sifan) è una gemma del repertorio di Chaozhou. La delicata melodia di “The song of Mulberry field of Qin (Qin sang qu)”, brano composto negl’anni sessanta e l’energica “Four section silk brocade (Si duan jin)” chiudono un disco elegantissimo e denso di fascinazioni sonore. 


Salvatore Esposito