The Folk Messengers – All For One (Autoprodotto, 2014)

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Nato dall’incontro tra Camille Passeri (tromba, filicorno), Simone Bottasso (organetto diatonico) e Anthony Jambon (chitarra), tre talentuosi musicisti della scena trad'actuelle italo‐francese, il trio The Folk Messengers propone una esplosiva commistione sonora che trova la sua originalità nell’incontro tra la tradizione del bal folk francese, il jazz e l’improvvisazione, il tutto impreziosito da una particolare ricerca timbrica e da una buona dose di groove e ritmi funk che si alternano a spaccati densi di lirismo e poesia. I virtuosismi chitarristici, le eleganti tessiture melodiche della tromba e la travolgente energia dell’organetto diatonico creano un equilibrio sonoro in continuo movimento che si dipana tra brani da ballo a momenti riflessivi in un fluire di suggestioni sonore elegantissime. Dopo un lungo rodaggio dal vivo, il trio lo scorso anno ha dato alle stampe il suo disco di debutto, “All For One” nel quale ha raccolto dieci brani originali registrati tra il 22 e il 27 settembre 2013 presso gli Only Music Studio di Brunino (TO), e che nel loro insieme disegnano un percorso di ricerca sonoro sorprendente. Ad aprire il disco è il travolgente crescendo della suite “Boite à Blicks” firmata da Passeri e nella quale brilla il superbo inteplay tra i tre strumentisti. Si prosegue con il medley tra la ben nota “Diatofonia n.7”, già ascoltata in una versione differente in “Crescendo” del duo Bottasso e “Tasso Barbasso” con protagonista i filicorno che dialoga con la chitarra e l’organetto. La bella versione di “Spleen” di Richard Galliano ci conduce poi al tradizionale occitano “Cansun ‘d Rusbela – Ballo del cursioso accidente” in cui protagonista è l’organetto di Simone Bottasso che dialoga con la tromba di Passeri sostenuto dalla ritmica tracciata dalla chitarra di Jambon. 
Il solo di chitarra che introduce a “Suite Polska” apre poi la strada ad un intreccio melodico di grande eleganza nel quale la sei corde dialoga con l’organetto. L’invito al ballo del tradizionale “Sbrando” ci porta dritto ai due vertici del disco “Valze à Simoné” nella quale la chitarra di Jamon duetta con l’organetto di Bottasso dando vita ad una elegantissima trama sonora e “Roue Libre – Le Rondeau d’Indron” nella quale il trio il trio rilegge un rondeau come avrebbe potuto fare Miles Davis se avesse deciso di trasferirsi in Occitania. Chiudono il disco le due superbe suite “British Swing – Ice House Scottish” e “Midnight On The Water” che sintetizzano in modo eccellente tutte le caratteristiche della proposta sonora dei Folk Messengers. “All For One” è, dunque, un piccolo capolavoro non solo per l’alta qualità musicale ma anche per l’intelligenza e la cura con cui è stato realizzato. 


Salvatore Esposito