Rachele Andrioli & Rocco Nigro – Maldimè (Fonosfere by Dodicilune/I.R.D., 2015)

Quando poco più di un anno fa il duo composto dalla cantante Rachele Andrioli e dal fisarmonicista Rocco Nigro diede alle stampe il disco di esordio “Maliè”, ne lodammo la capacità di saper coniugare le fascinazioni della musica tradizionale con il tratto innovativo della world music, spaziando dai canti del Salento agli stornelli romani fino a lambire il fado portoghese. Il fortunato percorso intrapreso dai due musicisti salentini prosegue con “Maldimè”, disco nel quale hanno raccolto tredici brani attraverso i quali ci regalano un sorprendente spaccato della poesia legata al canto popolare dal Gargano alla Sicilia, da Domenico Modugno a Nino Rota ed Ennio Morricone. Realizzato grazie al sostegno di Puglia Sound e registrato presso i Chora Studi Musicali di Monteroni (Le) sotto l’attenta guida di Valerio Daniele e con la produzione artistica di Eraldo Martucci e Gabriele Rampino, il disco vede il duo affiancato da un eccellente gruppo di musicisti salentini composto da: Maria Mazzotta, Ninfa Giannuzzi, Lidia Andrioli e Renato Grilli (voci), Redi Hasa (violoncello), Emanuele Coluccia (clarinetto, tromba, sassofoni), Andrea Doremi (susafono e trombone), Valerio Daniele e Maurizio Pellizzari (chitarra acustica) e Marco Bardoscia (contrabbasso). Durante l’ascolto ritroviamo gli eleganti tratti stilistici che ci avevano fatto apprezzare “Malìe” con la fisarmonica di Rocco Nigro ad esaltare l’intensa vocalità di Rachele Andrioli, la quale con la sua ricchezza e profondità timbrica impreziosisce ogni brano con un’espressività intensa ma allo stesso tempo mai sopra le righe. Ciò che colpisce in modo particolare è la versatilità con cui la Andrioli approccia le interpretazioni dei vari brani, spaziando con disinvoltura attraverso tradizioni musicali differenti, segno evidente di una ricerca rigorosa compiuta sul corpus della musica popolare italiana. Si parte dalla Toscana con il frammento “Maledizioni” e “Stornelli del Padule” dal repertorio di Caterina Bueno, entrambe caratterizzate da arrangiamenti essenziali in cui a spiccare è la trama melodica della fisarmonica di Nigro. Se “A Virrinedda” di Otello Profazio brilla per l’ottimo approccio vocale della Andrioli, la successiva “Padrone Mio” ci conduce nel Gargano di Matteo Salvatore regalandoci il superbo incontro con la voce di Maria Mazzotta e il violoncello di Redi Hasa, ovvero l’altro duo salentino apprezzato lo scorso anno con “Ura”. La voce recitante di Renato Grilli funge da perfetta introduzione per la bella versione di “Sceccareddu Mbriacu” dal repertorio di Domenico Modugno, a cui segue la versione per voce e fisarmonica del tradizionale “La Siminzina”. La figura di Caterina Bueno viene evocata ancora in “Italia Bella Mostrati Gentile” cantata a due voci con Ninfa Giannuzzi, mentre quella di Domenico Modugno la ritoviamo in “Pisce Spada”. La trascinante versione del tradizionale siciliano “Aciduzzu” impreziosita dai fiati di Emanuele Coluccia e Andrea Doremi ci conduce verso il finale con “Stornello dell’Estate” di Ennio Morricone proposta dalle due voci di Rachele e Lidia Andrioli, “Canzone Arrabbiata” di Nino Rota tratta da “Film D’Amore e D’Anarchia” di Lina Wertmuller del 1973, e quel gioiello che è la bella rilettura di “Terra ca nun senti” di Rosa Balistreri. “Maldimè” è, dunque, un disco da ascoltare con grande attenzione per cogliere tutto il talento di Rachele Andrioli e Rocco Nigro nel saper dare nuova vita a pagine fondamentali della tradizione musicale italiana. 


Salvatore Esposito