Artisti Vari - Voci Per Un Presepe (Kurumuny, 2015)

Sempre attenta alle tradizioni popolari, Kurumuny non è nuova a particolari progetti editoriale dedicati al Natale, già nel 2012 diede alle stampe il booklet con cd “Il Tempo del Bambino e della Stella” curato da Giandomenico Curi e nel quale erano raccolti i brani legati al periodo dell’Avvento, provenienti dalle diverse regioni dall’Italia Meridionale. A due anni di distanza, la casa editrice salentina ha recentemente pubblicato “Voci per un presepe”, un canto corale in cui linguaggi diversi come la musica di Rocco Nigro, la narrazione di Wilma Vedruccioe e l’arte di Marco Musarò si fondono in un tutt’uno armonioso per dar vita al racconto millenario della nascita di Gesù. L’idea intorno alla quale ruota l’intero progetto è racchiusa perfettamente in quanto scrive Raffaele Gorgoni nella prefazione dell’opera, evidenziando come si stia lentamente perdendo lo spirito dell’Avvento: “C’era una volta il Natale. (…) C’era una volta un’idea del mondo e il Natale era uno dei cardini sul quale quell’idea ruotava”, ma nonostante il disincanto dei nostri tempi, è necessario ritrovare nel presepe la straordinaria memoria del cuore, “colori, sapori, suoni e parole delle feste legati dal senso dell’umano che si affaccia sulla soglia del divino”. Quest’opera ci consente, così, di riscoprire un pezzo importante della nostra memoria storica, quel Presepe dei Semplici, che attinge ad una tradizione devozionale millenaria e che Wilma Vedruggio ricostruisce nei suoi dodici racconti ispirati a vari personaggi che si avvicinano palpitanti alla Grotta della Natività nella notte dei prodigi. C’è il pastore Elia, l’ortolano Carmelo, la nutrice Ester, il forestiero Eliseo, l’oste Amos, lo Scriba, la giovane Sara, il giovane Ciruzzo e il suo cane Baruc, c’è Giuseppe, Miriam, il mercante Simone e Melchiorre, uno dei Magi. Ad intercalare il racconto sono le tavole illustrate del giovane Marco Musarò, ispirate alla pittura rinascimentale e che ritraggono i vari personaggi del presepe. Dal racconto e dall’arte arriviamo alla musica con l’antologia di canti della tradizione musicale salentina e non solo, curata dal fisarmonicista Rocco Nigro, riarrangiati per l’occasione ed incisi con un ampio cast di musicisti del Tacco d’Italia, dalle voci di Rachele Andrioli, Rita Bolognese, Antonio Castrignanò (duff), Teresa Chiriatti, Rocco De Santis, Ninfa Giannuzzi, Emanuele Licci (bouzouki), Stefania Morciano, Dario Muci e Giancarlo Paglialunga agli strumentisti Antonio Calsolaro (mandolino), Antonio Esperti (surdulina), Francesco Massaro (clarinetti), Gianluca Longo (mandola), Gianni Gelao (fiati e zampogna), Giuseppe Spedicato (basso acustico), Mariasole De Pascali (flauti), Massimiliano De Marco (chitarra classica e mandolino), Maurizio Pellizzari (kamalengoni e saz), Redi Hasa (violoncello), Valerio Daniele (registrazioni e chitarra acustica), e Vito De Lorenzi (percussioni). Questo large ensemble di musicisti salentini ci conduce così attraverso il repertorio di canti tradizionali legati al tempo dell’Avvento dal repertorio sacro a quello civile, spaziando dalle invocazioni religiose alle ninnanne, dalle nenie alla convivialità e l’atmosfera di festa, fino a toccare i canti di questua. Aperto da un breve recitativo di Wilma Vedruccio, il disco ci regala subito uno dei suoi brani più intensi “A nnatu”, una poesia del parroco leccese don Franco Lupo musicata da Daniele Durante e qui interpretata magistralmente da Giancarlo Paglialunga. Si prosegue con le invocazioni religiose raccolte da Dario Muci in “Bumbinieddhu”, la toccante rilettura di Rachele Andrioli di “Quanno nascette ninno” scritta nel XVIII secolo da Sant'Alfonso Maria De Liguori e lo strumentale “Pastorale con surdulina”. Se Antonio Castrignanò in "Dormi dormi" riscrive in dialetto il testo della celebre “Fermarono i cieli” per l’occasione impreziosita da un arrangiamento world dalle sonorità orientali, Ninfa Giannuzzi adatta e canta “Angheli”, poesia del 1915 in griko di Vito Domenico Palumbo. La “Pastorale dell’Italia Meridionale” in cui protagonista assoluto è l’elegante mandolino di Antonio Casolaro ci introduce poi ad altri due brani in griko, la struggente “Ninna nanna tu Bambinuddhi” interpretata da Emanuele Licci, e quel gioiello che è “Gloria Osanna tu Teù”, tratta da una poesia di Cesarino “Batti” e cantata dal figlio Rocco De Santis. La straordinaria versione corale de “La Strina” eseguita da tutte le voci maschili e tratta dal repertorio dei Cantori di Martano, ci conduce verso la conclusione con lo strumentale per fisarmonica “Aurea”, il canto alla stisa “Quandu nasciu nostro Signore”, brano devozionale tratto da una registrazione di Lucia A. De Pascalis, reinterpretato per l’occasione dalle Cantatrici di Borgagne con Stefania Morciano e i due recitativi della Vedruccio “Miriam” e Melchiorre”. “Voci per un presepe” è, dunque, un opera preziosa che ha non solo il pregio di gettare nuova luce sul repertorio della tradizione musicale salentina legata all’Avvento, ma è il lasciapassare per ritrovare lo spirito più intimo del Natale. 


Salvatore Esposito