venerdì 2 ottobre 2015

Stick In The Wheel - From Here (From Here Records, 2015)

Segnalatisi nel corso dell’ultima edizione dei BBC2 Folk Awards, dove hanno raccolto due nomination come band emergente e per miglior brano, gli Stick In The Wheel sono una band londinese, composta da Ian Carter (chitarra e dobro), Nicola Kearey (voce), Fran Foote (voce), Si Foote (percussioni) e Ellie Wilson (fiddle), i quali hanno unito le forze per dar vita ad un progetto musicale volto a recuperare e preservare le radici del folk inglese. Una linea programmatica ben precisa emerge in quello che afferma la Kearey, frontwoman del gruppo: “vediamo questa musica come parte della nostra cultura, non stiamo facendo finta di essere spazzacamini o dandy del Diciassettesimo Secolo. Ci sono troppe persone del tutto scollegate dal loro passato. Questo, invece, è parte di ciò che noi siamo. Vogliamo convincere la gente a ritrovare le proprie radici, per comprendere come ci siano dei parallelismi con la vita di cento o duecento anni fa. Ecco perché noi suoniamo questa musica”. Tutto ciò si riflette in modo molto fedele nella loro cifra stilistica, diretta, scarna ed essenziale, tutta giocata su arrangiamenti prettamente acustici costruiti su splendide armonie vocali e intrecci tra chitarra, dobro e fiddle, da catturare al primo take di registrazione, senza badare troppo alle rifiniture in studio. “Noi suoniamo la musica della nostra gente”, afferma la Kearey, “cantiamo con il nostro accento. Registriamo in cucina o in salotto. E’ questa la nostra musica”. Dopo aver dato alle stampe tre Ep (“Ep 1”, “Cuts” e “Bones Ep”) intessuti tra traditional, riletture e brani originali, gli Stick In The Wheel hanno recentemente dato alle stampe il loro primo album “From Here”, nel quale hanno raccolto quattrodici brani, che nel loro insieme rappresentano un importante primo tassello per il loro percorso artistico, tanto per la qualità degli arrangiamenti, quanto per l’originalità del loro approccio stilistico. Echi di skiffle, rock, e punk, infatti, pervadono le varie tracce imprimendo ai vari brani una grande potenza evocativa. Ad aprire il disco è una splendida rilettura di “Champion” direttamente dal songbook di Ewan MacColl, riattualizzata in modo eccellente dalla voce della Kearey. Si prosegue con la vibrante “Common Ground”, intrisa di denuncia sociale e rabbia, la bella ripresa di “Seven Gypsies”, e lo storytelling di “My Barra”, ma il primo vertice del disco arriva con “The Blacksmith”, in una versione drammatica e struggente del tutto differente da quella ben nota di Shirley Collins. Lo sguardo di un detenuto di “Jail Song” ci schiude le porte ad un altra sequenza di brani eccellente che si apre con “Hard Times” in cui spiccano le armonie vocali di Fran Foote, e prosegue con le due istantanee londinesi “Me n Becky” e “Bows of London”, fino a toccare le splendide “Bedlam” e “Hasp”, nelle quali emergono con forza tutte le potenzialità di questo gruppo. Le conclusive “By Of River” e “Who Knows” chiudono un disco prezioso, una pietra angolare importante non solo per la storia degli Stick In The Wheel ma anche per il folk inglese. 


Salvatore Esposito