Mario Bonanno, La musica è finita. Quello che resta della canzone d’autore, Stampa Alternativa 2015, pp. 240, Euro 15,00

Edito per la nuova serie della collana Sconcerto di Stampa Alternativa “La musica è finita. Quello che resta della canzone d’autore” di Mario Bonanno è una interessante antologia di profili, saggi, commenti, interviste ed articoli sulla canzone d’autore italiana, pubblicati nel corso degl’anni dallo stesso giornalista e critico musicale siciliano. Ben lungi dall’essere una semplice compilazione di frammenti pescati attraverso la sua copiosa bibliografia, questo volume ha il pregio di fornire al lettore una preziosa chiave di lettura sul cantautorato italiano, esaminando nel dettaglio la sua evoluzione e componendo nel suo insieme quadro molto ben delineato del complesso fenomeno, non solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello culturale e sociale. Articolato in tre sezioni, il volume prende in esame quelle generazioni di cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana, superando gli stilemi melensi degl’anni cinquanta, e raccontando attraverso note e poesia la storia della nostra società dopo il boom economico. La prima parte “Incontri” raccoglie le interviste effettuate da Bonanno con alcuni alcuni tra i più importanti cantautori italiani da Franco Battiato e Angelo Branduardi, a Massimo Bubola, Mario Castelnuovo, Claudio Lolli, Edoardo De Angelis, fino a toccare Eugenio Finardi, Mimmo Locasciulli, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni. Il minimo comun denominatore dei vari incontri è la tensione continua a far emergere il contenuto profondo delle canzoni sia esso meramente poetico o politico. La sezione “Storie” prende in esame la genesi di alcune tra le più belle canzoni italiane attraverso capitoli monografici dedicati ad Enzo Jannacci, Francesco De Gregori, Rino Gaetano, Antonello Venditti, Giorgio Gaber, Paolo Conte, Ivan Graziani, Pierangelo Berti, e Stefano Rosso. Chiude il libro “Temi”, con i pregevoli saggi “Le Guerre di Piero. Anarchismo e antimilitarismo in Fabrizio De Andrè”, “Ma c’era tra la folla quella nera signora. Per una tanatologia del canzoniere vecchioniano”, e “L’angelo, il demone. La figura femminile nelle canzoni di Angelo Branduardi”, l’interessante doppia intervista ad Eugenio Finardi e Gianfranco Manfredi che raccontano le loro esperienze nel 1977, il dialogo con Edoardo De Angelis su Francesco De Gregori, e gli interessantissimi articoli “Prima, durante e dopo la rivoluzione. Contestazione, stragismo e terrorismo nei testi dei cantautori italiani” e “Il matto cantato. Cantautori e malattia mentale”. Insomma “La musica è finita” a buon diritto può essere considerata una piccola enciclopedia della canzone italiana, un ottimo di primo contatto per quanti volessero approfondire i proprio ascolti. 

Salvatore Esposito