La Notte Della Taranta 2015. Intervista con il direttore artistico Luigi Chiratti

Inaugurata lo scorso 3 Agosto con la presentazione ufficiale, nella splendida cornice del Castello De’ Monti di Corigliano D’Otranto (Le), la diciottesima edizione del Festival La Notte della Taranta si snoderà attraverso un ricco programma di sedici sedici serate, che condurranno al concertone finale del 22 Agosto, nel quale sarà protagonista l’Orchestra Popolare diretta dal nuovo Maestro Concertatore, Phil Manzanera. Abbiamo intervistato, il direttore artistico Luigi Chiriatti, ricercatore e figura storica della musica tradizionale salentina, per presentare questa nuova edizione del festival, soffermandoci sull’importante lavoro svolto negl’anni dall’indimenticato Sergio Torsello da cui ha raccolto il testimone, sulle novità di questa nuova edizione, e le prospettive future. 

L’edizione 2015 de La Notte della Taranta, nasce nel segno della continuità sia con l’importante lavoro svolto negl’anni da Sergio Torsello, sia perché tu stesso hai avuto modo di collaborare già a questo evento in precedenza…
Quest’anno la Notte della Taranta giunge alla sua diciottesima edizione, è quella insomma della maggiore età, e nasce sicuramente in continuità con quanto svolto dal precedente direttore artistico, Sergio Torsello scomparso prematuramente qualche mese fa. Gran parte del lavoro di preparazione ed ideazione della nuova edizione era stato già elaborato da lui, a partire dalla scelta di Phil Manzanera come Maestro Concertatore, per finire ai vari ospiti che sono stati invitati. Negli scorsi anni ho avuto modo di collaborare quasi sempre con l’organizzazione di questo evento, a volte in forma ufficiale fornendo consulenze per i testi e per i materiali d’archivio, altre volte invece in via informale con qualche consiglio, su richiesta di Sergio Torsello. L’edizione del 2015 sarà un po’ di transizione, in quanto è necessario certamente continuare il lavoro egregio fatto da Sergio, e portarlo a termine nel migliore dei modi, ma anche tracciare qualche nuova indicazione per il futuro.

In questo senso va letta anche la scelta di dedicare il festiva a Sergio Torsello…
L’edizione di quest’anno sarà completamente dedicata a Sergio Torsello, e non solo in modo formale, ma ci saranno una serie di iniziative nate proprio per ricordarlo. Innanzitutto, qualche giorno fa abbiamo presentato in anteprima il suo ultimo libro “Interviste sul Tarantismo”, edito da Kurumuny, e riproporremo questo evento anche nel corso de La Notte Incanta. Sempre a Sergio verrà dedicata una borsa di studio per gli studenti che hanno compiuto ricerche in ambito etnomusicologico, antropologico ed etnografico, e poi intitoleremo a lui la sala conferenze del Convento degli Agostiniani di Melpignano. Da ultimo, ma non meno importante, in apertura del Concertone proporremo un video che omaggerà la sua memoria attraverso immagini d’archivio e testimonianze delle persone a lui più vicine dal punto di vista umano e professionale. 

Sostanzialmente rispetto agli anni scorsi quali saranno le novità dell’edizione 2015?
E’ sempre difficile entrare in corsa in una situazione già strutturata, e pensare di poter fare cose nuove. Per quello che mi riguarda mi sono attenuto alle indicazioni generali avute dalla Fondazione Notte della Taranta. 

Il 3 Agosto, ha preso il via il Festival Itinerante. Puoi anticiparci qualcosa del ricco programma?
Abbiamo aperto il festival itinerante il 3 Agosto proponendo subito il progetto speciale “L’America andata/ritorno” dei Nidi D’Arac che vedrà protagonista il duo argentino Bolando (Munoz- Sedano). Per le successive tappe abbiamo deciso di aprirci maggiormente verso le realtà musicali dell’Italia Meridionale, e il 4 Agosto a Castrignano de’ Greci abbiamo ospitato i siciliani Matrimia, a seguire dalla Campania arriveranno Spacca Paese e Marcello Colasurdo il 10 Agosto ad Andrano, il 17 Agosto a Cutrofiano sarà la volta di un altro progetto speciale che vedrà coinvolti i Pietrameridie e Tony Esposito, mentre il 18 a Sternatia si esibiranno gli Spakka Neapolis 55. 
Molto importanti saranno anche gli appuntamenti del 7 Agosto a Sogliano Cavour con Bandadriatica che presenterà un progetto speciale con i Tukrè, del 12 Agosto ad Alessano con l’omaggio a Sergio Torsello di Ambrogio Sparagna e i Solisti dell’Orchestra Popolare Italiana, e del 14 Agosto a Lecce con i concerti del quartetto di Lucilla Galeazzi e di Bombino. Non mancheranno anche appuntamenti in cui i musicisti salentini si confronteranno con ospiti stranieri come nel caso della serata dell’11 Agosto che vedrà protagonisti Antonio Castrignanò e Fanfara Tirana, o di quella del 18 Agosto in cui Officina Zoè ospiterà la cantante norvegese Mari Boine, e da ultimo la serata conclusiva in cui Enza Pagliara sarà affiancata sul palco dal marocchino El Mehdi Nassouli e l’ensemble Unda Maris. Per la prima volta poi il 13 agosto si esibirà a Galatina anche l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. In buona sostanza abbiamo tenuto presente qual è anche la richiesta del grande pubblico, ovvero quella di venire nel Salento per ascoltare musica legata al fenomeno del Tarantismo, ovviamente scevro della ritualità. In quest’ottica abbiamo mirato comunque a preservare l’aspetto tradizionale della musica e della danza. Proprio per quanto concerne l’aspetto coreutico, abbiamo affidato il progetto ad un coreografo di fama mondiale come Roberto Castello, che cercherà di fare con la danza quello che è stato fatto con la musica, ovvero contaminare portando una ventata di aria nuova nella pizzica tradizionale.

Prima accennavi al ritorno, dopo alcuni anni, de La Notte Incanta, manifestazione collaterale alle varie tappe del festival itinerante…
La Notte Incanta nacque con il preciso intento di coprire gli aspetti culturali legati alla tradizione e al territorio. Quest’anno l’abbiamo riproposta, rilanciando con una scommessa importante, ovvero cercare di valorizzare anche gli altri luoghi dei paesi che ospitano il festival, come corti di antichi palazzi o location particolari. Se da un lato si evita il funzionale gioioso caos che caratterizza l’area dei concerti, dall’altro con questa scelta abbiamo cercato di valorizzare il territorio. Inoltre, rispetto agli anni scorsi abbiamo cercato anche di differenziare l’offerta culturale proponendo non solo musica, ma anche presentazioni di libri, proiezioni di film, ed eventi speciali come “Antropologo a domicilio” con Paolo Apolito, che grande successo ha avuto già in tutta Italia. 
Nell’ottica futura, è chiaro che tutto questo non colma le tante esigenze di interventi culturali che necessita il festival, e per questo intendiamo portare avanti ed approfondire il lavoro svolto dal gruppo di lavoro Storie e Memoria del Tarantismo e altre attività di ricerca. Per quest’anno non credo sarà possibile fare oltre, ma ritengo che sia importantissimo sostanziare La Notte Della Taranta attraverso progetti culturali di varia natura, relativi non solo relativi alla musica e ma anche alle problematiche del territorio.

Come ogni anno La Notte della Taranta culminerà con il Concertone, che quest’anno vedrà protagonista Phil Manzanera come Maestro Concertatore.
Ho assistito ai primi tre giorni di prove tenuti da Phil Manzanera con l’Orchestra Notte della Taranta, e devo dire che il suo approccio è molto filologico. Ha molto rispetto della tradizione e della melodia salentina, a cui ha aggiunto ovviamente la sua visione, la sua idea e quello che è il suo progetto artistico. Ogni Maestro Concertatore arriva qui con un piano abbastanza preciso che affonda le radici nel suo bagaglio culturale ed esperienziale, e quindi mette tutto ciò in relazione con la tradizione salentina. Il lavoro fatto da Phil Manzanera va, dunque, nella giusta direzione, e non mi dispiace affatto, anche perché alla tradizione musicale salentina ha aggiunto elementi sonori che spaziano dall’elettronica alla musica sudamericana passando ovviamente per il rock. Se la musica popolare non fosse messa in relazione con altre sonorità o altri artisti correrebbe il rischio di avere vita breve, invece con un confronto serrato emergono sempre novità interessanti. Un contributo importante verrà, poi, anche dagli ospiti che ovviamente aggiungeranno la loro cifra stilistica. La speranza è che si faccia della buona musica.

Al fianco di Phil Manzanera sul palco ci saranno due assistenti musicali salentini ma di estrazione differente come Enza Pagliara e Antonio Marra…
Anche in questo caso, era una scelta già fatta da Sergio Torsello, e che condivido a pieno in quanto oculata, funzionale ed armonica nell’ottica del progetto generale. Enza Pagliara si occuperà delle voci, e ovviamente da cantante e profonda conoscitrice della tradizione salentina sarà certamente un valore aggiunto. Antonio Marra, invece essendo di formazione pop-rock, sarà un punto di riferimento per le rialaborazione di Phil Manzanera.

Hai accennato agli ospiti, puoi presentarceli?
La presenza degli ospiti serve non solo a dare un respiro più ampio e maggior risalto al festival, ma anche a creare un dialogo tra la musica tradizionale salentina e culture differenti. La loro presenza è uno stimolo per il pubblico ad avvicinarsi alla tradizione di un territorio, ad entrare in contatto con il suo immaginario. Insieme all’orchestra si esibiranno, Luciano Ligabue, il percussionista nigeriano Tony Allen, la cantante colombiana Andrea Echeverri, la violinista Anna Phoebe, il chitarrista flamenco Raul Rodriguez, e Paul Simonon, storico bassista dei Clash, i quali si cimenteranno con una serie di nostri canti, scelti con Phil Manzanera. 

Importanti novità presenterà invece il repertorio dei canti scelti per il concertone…
Quando Phil Manzanera qualche mese fa accettò l’incarico di Maestro Concertatore, chiese subito delle registrazioni a Sergio Torsello, il quale mi coinvolse in prima persona nella scelta dei brani da fargli ascoltare. Gli spedimmo oltre cento registrazioni in originale, da quelle di Lomax del 1964 alle più recenti ricerche sul campo effettuate. Nel repertorio, dunque, le novità principali si percepiranno tanto a livello melodico quanto per i testi, e in linea generale su quaranta brani, almeno venticinque non sono mai stati suonati sul palco del Concertone. Certo mancheranno alcuni grandi classici, ma comunque come sempre ampio spazio sarà riservato alle pizziche di varia natura e forma.

Chi saranno le voci soliste?
In questo senso stiamo ancora cercando di fare un equa divisione del carico di lavoro fra i vari rappresentanti della musica popolare salentina. Ci sono dei brani più particolari che saranno affidati a delle voci le cui caratteristiche possono rispondere meglio al brano stesso. Non abbiamo fatto scelte definitive. C’è molta armonia e molta disponibilità dell’orchestra a seguire il progetto di quest’anno.

Una delle criticità emerse negl’anni è che il Festival de La Notte Della Taranta, si consumi essenzialmente in Agosto, concludendosi con il concertone. Una delle esigenze primarie è certamente quella di creare un continuum durante tutto l’anno, a partire dalla riproposizione di quella magnifica rassegna che era Canti di Passione. Quali saranno in questo senso le linee di intervento?
Ritrovare l’aspetto culturale è un’esigenza che stiamo portando avanti e non trascureremo affatto questo aspetto. Non a caso abbiamo voluto fortemente dare un nuovo impulso a La Notte Incanta, che in questo senso è già un piccolo segnale. Sicuramente il nostro lavoro si indirizzerà verso la continuità nel tempo delle varie attività musicali e culturali se non tutto l’anno almeno in gran parte di esso, tanto in Salento quanto anche fuori. Stiamo elaborando alcuni eventi importanti, ed abbiamo già in programma per il aprile 2016 una serie di laboratori di musica tradizionale con alcuni musicisti che verranno dalla Bretagna. Sarà un’ occasione di confronto tra tradizioni musicali differenti, con i vari stage che vedranno protagonisti tanto i musicisti bretoni quanto i nostri maestri di tamburo a cornice. Per quello che riguarda, invece, Canti Di Passione l’idea è di riprendere anche questa bella iniziativa che era Canti di Passione.


Salvatore Esposito