Wilco - Star Wars (dBpm – Anti, 2015)

Ad esser sincero, per quello che mi riguarda, i Wilco e Jeff Tweedy, il loro principale songwriter e filosofo, sono solo un gruppo di fighetti tanto furbi quanto bravi con i suoni, la produzione e le varie strategie per autopromozionarsi, ma li ho sempre trovati avari di belle canzoni. “Star Wars” il loro nuovo album è stato pubblicato in download gratuito sul sito ufficiale della banda americana, con una mossa in puro stile Radiohead, impossibile da realizzare per un artista o un gruppo indipendente sul serio, che finirebbe tristemente a non essere considerato da nessuno. Andando più a fondo con l’ascolto, si comprende chiaramente come Tweedy sia senza dubbio un ottimo produttore (ascoltare per credere il nuovo disco di Richard Thompson), e questo proprio perché il padre di una canzone deve essere quanto più convincente possibile visto che è lui la mente creativa, ma una domanda sorge spontanea: dove sono le canzoni? La sensazione è che questo disco piombato nelle nostre vite con l’intento di salvarcele, abbia un qualche collegamento con quella povertà culturale fatta di apericene e pizze fotografate e postate su Facebook prima di divorarle sotto al sole di questa caldissima estate. E’ difficile trovare una spiegazione al fatto che un disco possa aprirsi con un brano masterizzato male come la pretestuosa “EKG”, che rimanda a certe atmosfere dei King Crimson per poi sciogliersi come neve al sole in poco più di un minuto, per sfociare nel maldestro tentativo di scimmiottare John Lennon di “More..”. In “Star Wars” c’è di tutto, c’è la volontà di imitare il fraseggio di Lou Reed al canto nei diversi momenti in cui il faro sembrano essere i Velvet Underground. Insomma, si potrebbe fare una gara tra le varie canzoni per vedere qual è quella con più influenze. Insomma, qui non si discutono le capacità dei Wilco, ma piuttosto le loro motivazioni. Mi chiedo cosa li muova, quale sia la loro necessità interiore di esprimersi con brani come questi. Insomma da queste parti non ci sono canzoni, ma pose da rockstar adatte a diventare idoli di quei promoter o di quegli appassionati che mettono su festival modaioli, e per quelle radio che passano solo i fenomeni del momento. La lezione del dare al pubblico ciò che vuole i Wilco sembrano averla ben capita, ma da loro non possiamo non attenderci di più. Forza Wilco, provateci ancora!


Antonio "Rigo" Righetti