Ferdinando Scianna, In viaggio con Roberto Leydi, SquiLibri 2015, pp.107, Euro 14,00

Fotografo tra i più noti ed apprezzati in Italia, Ferdinando Scianna, vanta una lunga carriera come inviato e reporter per importanti testate giornalistiche come L’Europeo e le principali agenzie fotografiche, nonché prestigiose collaborazioni con registi come Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri, e registi come Giuseppe Tornatore. Di grande importanza nel suo percorso artistico è stato anche il contatto con il mondo popolare, del quale è diventato raffinato narratore per immagini documentandone la cultura e le tradizioni, a partire dallo splendido volume “Feste religiose in Sicilia” del 1965. Il suo nuovo libro “In Viaggio con Roberto Leydi”, recentemente dato alle stampe da SquiLibri, nasce a corollario di una serie di incontri culturali promossi nel 2013 in occasione del decimo anniversario della scomparsa dello studioso piemontese, e realizzati grazie al sostengo del Dipartimento di Beni Culturali ed Ambientali, dal LEAV dell’Università di Milano, e con coordinamento di Nicola Scaldaferri. Si tratta di un opera pregevole che racconta non solo gran parte del vissuto di uno dei personaggi chiave dell’etnomusicologia e più in generale della cultura italiana del dopoguerra, ma è soprattutto la storia di un’amicizia, cominciata quasi per caso nel 1962 nella piazza di Bagheria, allorquando Ferdinando Scianna, giovane studente, entrò in contatto con il ricercatore piemontese in occasione di uno spettacolo di cantastorie. Suggellato dalla presenza di due figure fondamentali della tradizione siciliana come Ignazio Buttitta e Cicciu Busacca, quell’incontro ha dato vita ad un rapporto umano profondo, tradottosi in una forte intesa professionale, animata da interessi comuni e della medesima curiosità nella riscoperta del mondo popolare. Sul filo della memoria, e con la vivacità di un racconto a viva voce, il fotografo siciliano ripercorre le tante esperienza di vita e di ricerca che hanno cementato il suo rapporto con Leydi, momenti di condivisione intensa, spaziando dai suoi primi passi professionali mossi a L’Europeo per il quale collaborava anche il ricercatore piemontese, ai tanti viaggi compiuti insieme per conto del periodico diretto da Tommaso Giglio, e le campagne di ricerca sulle pratiche rituali e folkloriche in Italia, e all’ester. Le rilevazioni sui carnevali alpini, la festa dei sinti e dei rom a Saint-Marie-de-La-Mer in Francia, dalle pratiche devozionali dell’Italia meridionale, ai viaggi da Sampeyre a Marrakech, da Santiago de Compostela a Samarcanda, compongono una narrazione avvincente, intercalata dalle fotografie di Scianna che con estrema efficacia e forza evocativa ci restituiscono integra le atmosfere, i contesti e i volti del mondo popolare, e facendo emergere in parallelo tutto ciò che a parole è difficile spiegare riguardo al rapporto tra i due intellettuali. Come sottolinea Nicola Scaldaferri nella postfazione, testo e immagini si offrono come “una vivida esplorazione dell’immaginario di due autori, capaci di lasciare un segno profondo nelle rispettive aree di pertinenza, spaziando dai cantastorie al mondo del circo, dalla componente del sacro ai comportamenti performativi insiti nelle dinamiche sociali, anche nei loro risvolti musicali”. “In viaggio con Roberto Leydi” è la storia di un’amicizia transmediale che ci consente di scoprire il lato forse meno noto dello studioso piemontese ovvero la sua ironia, la sua legerezza e “quel fare tutto sul serio senza prendersi troppo sul serio” che ha caratterizzato il suo approccio alla ricerca etnomusicologica. 

Salvatore Esposito