Jorma Kaukonen - Ain't In No Hurry (Red House/I.R.D., 2015)

A sei anni di distanza dal pregevole “River Of Time”, Jorma Kaukonen torna in pista con “Ain’t In No Hurry”, disco che chiude idealmente la trilogia cominciata nel 2007 con “Stars In My Crown”, e lo fa evocando quell’approccio semplice ed allo stesso tempo elegantissimo che aveva caratterizzato il suo esordio solista “Quah”, datato 1974. Inciso presso il Fur Peace Ranch di Meigs County nell’Ohio, l’album raccoglie undici brani prodotti da Larry Campbell, che nel loro insieme compongono una sorta di autobiografia in musica, attraverso la quale Kaukonen ha voluto raccontarci le sue passioni e le sue radici musicali spaziando dall’incontro con il folk a quello con il bluegrass, dal fingerpickin’ al suo eroe Rev. Gary Davis, senza dimenticare le esperienze fondamentali con Jefferson Airplane e Hot Tuna. Sin dal primo ascolto a colpire è come il chitarrista si muova con agilità attraverso la tradizione americana, superando gli steccati della mera interpretazione, per diventarne esso stesso parte integrante attraverso composizioni originali pregevolissime e superbe riletture di traditional. A fare il resto sono poi gli arrangiamenti confezionati da quel genio di Larry Campbell, che colora con misura ogni traccia. Ad aprire il disco è la superba versione rag time del blues “Nobody Knows You When You're Down And Out” in cui spicca l’intreccio di violino, banjo e chitarra, a cui segue l’inedito “The Other Side Of The Mountain” che sembra arrivarci dritto da uno degli splendidi dischi degli Hot Tuna. Il Woody Guthrie di “Suffer Little Children To Come Unto Me” ci introduce poi ad uno dei brani migliori del disco ovvero il morbido country-rock di “In My Dream” che rappresenta l’anello di congiunzione perfetto con “Quah”, mentre “Sweet Fern” della Carter Family ci regala un bel duetto con Teresa Williams. Si prosegue con la title-track una bella ballata country-rock che funge da perfetto apripista per quel gioiello che è “Brother Can You Spare A Dime” in cui spicca il mandolino di Barry Mitterhoff e per il gusto country-rock “Where There's Two There's Trouble” in cui ritroviamo la voce di Teresa Williams. Il finale non è avaro di sorprese con il blues affilato “The Terrible Operation”, “Bar Room Crystal Ball” degli Hot Tuna qui riproposta in veste country con la complicità di Barry Mitterhoff e Jack Casady, e l’intensa “Season In The Field” per soli chitarra e voce.


Salvatore Esposito