The Demon Barbers - Disco At The Tavern (Demon Barber Sounds, 2015)

Nessuno steccato ideologico o di stile può fermare un cuore ribelle come quello dei The Demon Barbers, gruppo inglese che nell’arco di ormai quindici anni di attività ha portato avanti con caparbietà un percorso di ricerca senza dubbio originale, volto impudentemente a fondere la musica folk e il repertorio della cultura popolare della Terra d’Albione con il funk e la disco degli anni Settanta. Il loro esperimento può dirsi ormai riuscitissimo, anche perché consente di riscoprire la dimensione coreutica della musica tradizionale inglese, spesso messa in secondo piano rispetto alla musica in senso stretto. Nella loro musica, il ballo ritrova così il suo ruolo inscindibile dalle forme musicali, tornando ad esserne elemento ispirativo primario. Il nuovo album del gruppo, “Disco At The Tavern”, giunge a cinque anni di distanza da “Captain Ward” e mette in fila tredici brani, prodotti da Donal Hodgson e Kipper che hanno lavorato al recente disco di Sting “The Last Ship” ed incisi con un nutrito gruppo di special guest. Il risultato è un disco che rappresenta la summa di una visione originale del folk inglese, che tende al progressive ma in cui nulla è scontato. In linea generale non tutto forse è congegnato per il meglio, ma la sensazione è quella di essere di fronte ad un disco coraggioso, animato dalla volontà di percorrere un sentiero nuovo. Sarebbe suggestivo poter vedere un loro concerto, nonostante non si possa gridare al miracolo ascoltando la potenza evocatrice dei loro brani. Quello che conta è però che la loro proposta musicale è un impulso importante a svecchiare l’estetica del folk inglese, spesso fiaccato dal continuo ripetersi degli stilemi passati, che per esempio nel jazz ha finito con l’uccidere del tutto la musica a favore di una estetizzazione fatta a uso e consumo dei commercialisti di provincia. Good Vibes!


Antonio "Rigo" Righetti