Ermes Pirlo, Paolo Biasi, Emanuele Maniscalco – Bellow’s Training (nBn Music, 2015)

“Bellow’s Training” è il disco di debutto del trio composto da Ermes Pirlo (fisarmonica), Paolo Biasi (basso) ed Emanuele Maniscalco (batteria), tre talentuosi musicisti bresciani che dal 2011 hanno intrapreso un comune percorso di ricerca musicale volto a valorizzare ed esplorare nuovi linguaggi sonori partendo dalle peculiarità sonore della fisarmonica. Partendo da un background che spazia dal jazz a Shostakovich, fino a toccare il minimalismo e il prog inglese, questo trio ha ben presto individuato una propria cifra stilistica e compositiva, basata essenzialmente su una sorprendente interazione ed osmosi continua tra le varie voci strumentali. Insomma, quello che inizialmente, come scrive Emanuele Maniscalco, nelle note di presentazione poteva essere un laboratorio di composizione e dunque un esercizio di stile, ben presto è diventato un progetto musicale molto articolato, cristallizzato in questa splendida opera prima, registrata tra dicembre 2012 e gennaio 2013, e di recente pubblicato grazie alla lungimiranza dalla nBn Music. Rispetto ai tanti esempi di utilizzo della fisarmonica nel jazz, Ermes Pirlo ha indirizzato il suo lavoro verso la valorizzazione del timbro e della polifonia, contando su una grande esperienza maturata nell’alveo della musica contemporanea e dell’improvvisazione. Durante l’ascolto la fisarmonica del musicista bresciano suona ora come un quartetto d’archi ora come una sezione di fiati, magistralmente accompagnato dal basso di Biasi e dal drumming impeccabile di Maniscalco. Nell’esecuzione dei dieci brani raccolti nel disco, trio si muove con agilità spostando sempre più avanti il confine della loro ricerca, rifuggendo ogni paragone possibile con Galliano o con Piazzola, ma al contrarlo lanciandosi in sperimentazioni a metà strada tra musica contemporanea e jazz. Ad aprire il disco è “Simon Demon” un brano dalla costruzione quasi luciferina che procede tra ripide salite e precipitose discese. Si prosegue con la malinconica title-track a cui segue “At Sloppy Joe’s”, un brano dall’atmosfere quasi surreale in cui spicca l’ottimo apporto ritmico di Maniscalco. Se con “U07” Pirlo ci conduce alla scoperta delle varie sfumature melodiche della sua fisarmonica, nella successiva “Baal” il protagonista è l’harmonium di Maniscalco che imprime al brano un’atmosfera quasi mistica e funge da perfetto apripista per il brano più interessante di tutto il disco “Teruel” un caos musicale ordinato in cui il trio si diverte ad esplorare stili e approcci musicali differenti. Verso il finale arrivano poi quel gioiellino che è “El Cochechito” una sorta di appunto musicale tutto giocato sui contrappunti, “Quarta Casa” con la fisarmonica che evoca il suono di un organo da chiesa, e la superba “Rage Room” in cui spicca il solo del contrabbasso di Biasi in apertura. La tenue “Fable” chiude un disco tanto coraggioso quanto affascinante e ricco di belle intuizioni, che siamo certi rappresenteranno una solida base per il prosieguo del cammino artistico del trio bresciano. 

Salvatore Esposito