(a cura di Giampiero Vigorito), Xena Tango. Le strade del tango da Genova a Buenos Aires, Compagnia Nuove Indye 2014, pp.200, Euro 12,00

Il progetto “Xena Tango” a buon diritto può essere considerato come una delle più interessanti pubblicazioni discografiche dello scorso anno, avendo visto protagonisti la straordinaria voce di Roberta Alloisio, due grandi musicisti argentini come il pianista e compositore Luis Bacalov, ed il bandoneonista di fama internazionale Walter Rìos ed il coinvolgimento in veste di autori e compositori di Vittorio De Scalzi (New Trolls), Carlo Marrale (Matia Bazar), Giorgio Calabrese, Gian Piero Alloisio, Stephane Casalta e Pablo Banchero. Ad accompagnare ed arricchire i contenuti proposti nel disco, per altro caratterizzato anche da una pregevole veste grafica e da un elegante booklet, è il libro omonimo curato dal giornalista e critico musicale Giampiero Vigorito, il quale in circa 200 pagine ha ricostruito le vicende legate al contributo della cultura genovese nella storia del Tango argentino. Dall’unità d’Italia fino alla metà del Novecento, infatti, si assistette ad un fenomeno migratorio costante di liguri verso l’America Latina ed in particolare verso l’Argentina, dove si insediarono a Buenos Aires concentrandosi nel quartiere La Boca, portando con sé tradizioni, cultura, melodie tradizionali, e il dialetto, che per molti decenni restò come lingua ufficiale della zona. L’influsso culturale dei genovesi fu così forte che dalla fusione tra il loro dialetto e lo spagnolo si prese vita anche una lingua chiamata convenzionalmente “cocoliche” dalla quale il patrimonio linguistico ufficiale, arricchitosi anche dell’influenza dal gergo della malavita, “lunfardo” da cui attingono spesso i testi dei tanghi e alla cui nascita diedero un forte contributo anche i liguri. Insomma, come si legge nell’introduzione “se il tango avesse una carta d’identità ufficiale, probabilmente ci sarebbe scritto ‘nato in Argentina da genitori genovesi’”, tuttavia questa nazione non ne fu la genitrice ma piuttosto fu testimone e nutrice della nascita di questa forma coreutica che riflette l’insieme di sentimenti, attitudini, tradizioni, sudore e lacrime di quanti attraversavano il mare alla ricerca di un futuro migliore. Introdotto dall’intervento di Ida Guglielmotti, il volume è diviso sostanzialmente in due parti con la prima riservata alle testimonianza dirette dei protagonisti del disco, con il prezioso contributo di Roberta Alloisio, e le interessantissime interviste con Luis Bacalov, Giorgio Calabrese e Roberta Alloisio, che raccontano il tango rispettivamente dalla prospettiva argentina e genovese. Nella seconda parte, si schiude di fronte al lettore sorprendente affresco letterario del tango con gli imperdibili racconti “Lettere dai due mondi” di Miriam Formisano, “La valigia blu” di Francesca Gatto, “A spasso con Borges” di Marina Petti” ed il conclusivo “Confessioni di un tanguero italiano” di Celestino Fatica. Insomma per quanti sono appassionati di tango ed hanno avuto modo di acquistare il disco, “Xena Tango” rappresenta una tappa obbligata, non solo per il fascino che racchiuso dal racconto dei protagonisti del progetto, ma anche per il pregio dell’opera dal punto di vista prettamente narrativo. 


Salvatore Esposito