Graziella Antonucci – Fuoco e mitragliatrici. Canti della Prima Guerra Mondiale (Autoprodotto, 2015)

Allieva di Giovanna Marini presso la “Scuola Popolare di Musica di Testaccio” e con alle spalle una lunga esperienza maturata al fianco di Ambrogio Sparagna e il maestro Anton Giulio Perugini, Graziella Antonucci, nel corso della sua carriera, si è dedicata ad importanti ricerche sui canti tradizionali del Lazio, mentre sul versante discografico la sua attività si è focalizzata negli ultimi anni verso una serie di pubblicazioni tematiche in cui ha riletto i canti legati alla Storia Italiana dal Risorgimento ai primi del Novecento. In questo filone si inserisce anche nuovo album “Fuoco e mitragliatrici. Canti della Prima Guerra Mondiale”, che giunge a due anni di distanza da “E mo’ cantammo..”, nel quale rileggeva i canti politici e di lotta tra l’Età Napoleonica e la Resistenza. Inciso dal vivo durante il concerto che Graziella Antonucci ha tenuto lo scorso 23 luglio 2014 nel corso della manifestazione S. Croce Effetto Notte, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, il disco raccoglie dodici brani, selezionati attraverso una accurata ricerca, che nel loro insieme ricostruiscono storicamente le vicende della Grande Guerra, raccontandoci quella storia altra, che non appartiene ai libri, ma che è rimasta impressa nella memoria collettiva. Questi dodici canti ci conducono ora nel cuore dei campi di battaglia, ora nelle trincee ora ancora nelle retrovie, per raccontarci il dramma, il dolore, ed i lutti della Grande Guerra attraverso le storie di coloro che l’hanno combattuta in prima persona, i soldati con la loro nostalgia di casa, e la speranza di rivedere la donna amata. Accompagnata dal solo Marco Quintiliani alla chitarra, Graziella Antonucci ci offre una performance intensa e partecipata, e sebbene la registrazione non le renda piena giustizia, ascoltando il disco con attenzione si percepisce chiaramente tutto il suo trasporto nell’approcciare l’interpretazione di ogni brano. Ad aprire il disco è “Fuoco e mitragliatrici” canto di protesta contro le dure condizioni che a cui erano sottoposti i soldati in guerra, raccolto da Roberto Leydi ad Alfonsine (Ra), ma è con “Ta-Pum”, che si entra nel vivo delle vicende della Grande Guerra, ed in particolare della violentissima battaglia dell’Ortigara combattuta dal 10 al 25 giugno del 1917 e che vide impiegati oltre 400.000 soldati tra italiani ed austriaci che si contendevano la cima del Monte Ortigara, sull’altopiano di Asiago. Il canto di protesta contro la classe politica responsabile dell’entrata in guerra “Maledetta La Guerra e I Ministri” ci conduce prima all’intensa versione di “Monte Canino”, e poi alla struggente “Ninna Nanna della Guerra” su testo di Trilussa, ma è con la bella versione di “O’ Gorizia” che si tocca il vertice interpretativo del disco. Se al repertorio degli alpini appartiene “Era Una Notte Che Pioveva”, la successiva “Quando Fui Sui Monti Scarpazi” racconta le vicende dei giovani trentini arruolati nel 1917 dall’esercito austriaco per combattere sul fronte russo sui Monti Carpazi. I due canti più famosi legati alla Grande Guerra “La Canzone del Piave” e “O’ Surdato ‘nnammurato” suggellano un disco di grande intensità, che a differenza delle tante pubblicazioni sulla Prima Guerra Mondiale uscite in questi mesi, ha il pregio di valorizzare la potenza evocativa dei testi e la forza del canto. 


Salvatore Esposito