(a cura di) Silvia Viglietti e Alessandro Arianti, Francesco De Gregori. Guarda che non sono io, SVpress 2014, pp. 235, Euro 28,00

Raccontare il percorso artistico di un cantautore come Francesco De Gregori è cosa complessa, e ne sa certamente qualcosa Enrico Deregibus che di recente ha dato alle stampe la versione aggiornata ed estesa della sua pregevole biografia, riuscirci in modo eccellente attraverso una raccolta di fotografie può esserlo ancor di più. Il fotobook “Guarda che non sono io”, curato da Silvia Viglietti e Alessandro Arianti, è però una scommessa vinta quasi in partenza, non solo per la pregevole veste editoriale che lo caratterizza, ma anche perché ha visto coinvolto in prima persona proprio il cantautore romano. “La maggior parte dei libri - afferma Francesco De Gregori - che sono stati scritti su di me, non molti per la verità, li ho visti solo quando erano già in libreria... In questo caso, invece, sono stato coinvolto fin dall’inizio e ho dato volentieri un mio contributo. Lasciandomi fotografare, tirando fuori molte vecchie foto e altri materiali d’epoca dal fondo dei cassetti, revisionando insieme agli autori del libro, un’impressionante quantità di interviste rilasciate nel corso degli anni”. Ne è nato un volume accattivante, aperto da una lunga sequenza di foto inedite, selezionate da Alessandro Arianti, che ci offrono una visione del De Gregori privato, dagli inizi della carriera ad oggi. Si spazia da scatti d’epoca in bianco e nero dei primi anni Settanta al Folkstudio, alle session in studio al leggendario Chelsea Hotel, per poi toccare il backstage del tour di “Banana Republic” con Lucio Dalla, fino alle foto di qualche anno fa. Sono immagini spesso rubate dalle prove sul palco o in studio, o colte nei camerini, che mettono in luce i diversi aspetti della vita di un artista. A seguire, Silvia Viglietti ha raccolto i commenti che lo stesso Francesco De Gregori aveva rilasciato per i booklet che accompagnavano le sue uscite discografiche in allegato al Corriere Della Sera. Di grande interesse sono poi l’intervista esclusiva con il cantautore romano curata da Steve Della casa, e quella al mitico “Capobanda”, Guido Guglielminetti a cura di Gabriele Ferraris. Completano il libro una serie di appunti scritti a mano, per le set list dei concerti, e per le canzoni e i progetti in cantiere. Insomma “Guarda che non sono io” come il brano omonimo tratto da “Sulla Strada” ci offre il lato più intimo e confidenziale di Francesco De Gregori, svelandoci il suo essere uomo ed artista, due facce di una stessa medaglia che spesso il pubblico tende ad ignorare.


Salvatore Esposito