Trelilu – El Cico Latino (Autoprodotto/Egea, 2014)

Qualche anno fa, ospite di un grosso festival, discutevo con l’ufficio stampa delle mie origini basso-cuneesi (monregalesi, per la precisione), che condividevo con uno dei musicisti in cartellone, il fiatista Piero Ponzo, nel contesto accompagnatore (e arrangiatore) di Gian Maria Testa. Il mio interlocutore ne ricordava le partecipazioni di prestigio nel mondo del jazz, a partire dal quartetto di Carlo Actis Dato. Io, ingenuamente, lo citai come “Peru dei Lilu”. Era evidente che il collega non aveva idea di cosa stessi parlando. Una scena simile si sarebbe potuta ripetere anche con altri membri dei Trelilu (che, come tutti sanno in provincia di Cuneo, sono in realtà quattro). Il gruppo è un cult del basso Piemonte dal 1992 per le sue canzoni dialettali comiche e ironiche: Bertu (Francesco Bertone, contrabbasso), Peru (il citato Piero Ponzo), Bertu (Roberto Bella, chitarra) e la new entry Maestro Spiegazza (Roberto Beccaria, cantante), subentrato a Filippo Bessone, hanno alle spalle migliaia di concerti, e un repertorio d’autore sterminato. Ma, – per la stessa natura della loro proposta – rimangonoinevitabilmentepoco noti, e di difficile collocazione, al di fuori della comunità dei parlanti della lingua di Cavour. È il destino della canzone comica dialettale rimanere fuori dalle mappe del folk, soprattutto quando – ed è il caso dei quattro cuneesi –fonda il suo umorismo su una serie di macchiette e sketch che funzionano molto meglio per un pubblico di insider. Il nuovo disco – “El Cico Latino” – ripropone la consueta e irresistibile galleria di personaggi di provincia (questi sì, non solo cuneesi, ma comuni a tutta la grande provincia italiana): “barotti”, amici in gita in mete esotiche come Lugano, ballerini da balera… Ci sono anche richiami alla grande tradizione della canzone piemontese dei cantastorie (“Bufalo Bill”, tratto da uno spettacolo con Alessandro Perissinotto), fino ad un omaggio a Gipo Farassino (“Scapadacà”). I non iniziati troveranno comunque alto livello strumentale e arrangiamenti che pochi gruppi possono vantare nel genere, ma capire i testi dei Trelilu è forse una delle poche ragioni valide per imparare il piemontese. Cominciate a studiare. 


Jacopo Tomatis