Nando Citarella e Tamburi del Vesuvio, Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica, Roma, 21 Febbraio 2015

Musicista in continuo movimento e dalla costante tensione verso la ricerca sonora, Nando Citarella non poteva festeggiare in modo migliore i vent’anni di attività con Tamburi del Vesuvio, se non con “Terra 'e Motus 20th - Canti antichi e nuove contaminazioni”, grande festa-concerto, tenutosi lo scorso 21 febbraio, nella bella cornice della sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Ben lungi da qualsivoglia autocelebrazione, Citarella ha regalato al suo pubblico un evento unico nel quale, ha ripercorso la storia del gruppo compiendo un viaggio attraverso le tradizioni musicali dell’Italia Meridionale, fino ad aprirsi ai ritmi e alle timbriche della world music. Si parte dal Salento con la splendida versione di “Ferma Zitella” interpretata magistralmente dalla voce di Gabriella Aiello e caratterizzata da un arrangiamento molto evocativo in cui brillano i fiati di Pietro Cernuto, e le percussioni di Arnaldo Vacca. 
Citarella accompagnato dalle percussioni di Maurizio Trippitelli ci conduce poi verso il Gargano con le belle riletture de la “Muntanara”, la “Tarantella di Sannicandro” e “San Michele”. Sin dalle prime note si percepisce chiaramente come il suono sia indirizzato verso l’esaltazione dell’elemento percussivo dei vari brani, quasi a voler richiamare il magma ritmico del Vesuvio, “grande tamburo” che da sempre anima i canti e i balli tradizionali dell’Italia meridionale, terra fertile su cui si sono innestate man mano anche le sonorità del Mare Nostrum. Citarella ha dato vita così ad un affresco sonoro multicolore in cui spicca la sua voce ricca di carisma e personalità, supportata magistralmente dai tanti percussionisti sul palco come Gabriele Gagliarini, Simone Pulvano, Umberto U’ Papadia, Paolo Modugno e Massimo Carrano, nelle cui mani è salda la guida della regia ritmica. 
Non meno importante è l’attenzione riposta nella parte coreutica, con le belle coreografie de Les Cymbalus che hanno accompagnato i vari brani. Man mano che si entra nel vivo del concerto, il palco si arricchisce di nuovi ospiti dal talentuoso Alessandro D’Alessandro di Orchestra Bottoni che regala un eccellente solo di organetto, passando per Stefano Saletti e Pejman Tadayon con cui viene ricomposto insieme a Citarella, il trio Cafè Loti (del quale presto vi racconteremo l’atteso disco di debutto), Mauro Palmas che regala meraviglie con Pietro Cernuto ai fiati, e ancora la splendida voce di Barbara Eramo. Dopo aver toccato la tradizione musicale calabrese con il canto devozionale “Santu Roccu di la Francia”, il viaggio si apre verso le sonorità del Sud America e poi ancora dell’Africa con la complicità delle World Percussion di Ruggero Artele e Badù ‘Ndiaje. Uno dei grandi classici del repertorio dei Tamburi del Vesuvio, ovvero “Tarantella d’a’ Fatica”, applauditissima dal pubblico ci conduce al gran finale con tutti i musicisti sul palco a sugellare un concerto che resterà a lungo nella memoria di chi ha avuto la fortuna di esserci. 


Salvatore Esposito